lunedì 24 maggio 2010

Bianchi R Super 1926

Carter a parte -disperso durante la sua ottuagenaria vita- questa R Super Bianchi del 1926 è il Capolavoro, con la C maiscola della casa milanese di viale Abruzzi.
L'amico Iacopo, ricevette in dono questa bici da amici che acquistarono una villa in Toscana da una facoltosa famiglia che l'abitò dagli anni '30... furono loro dunque, facoltosi toscani, a comperare, quasi un secolo fà, questa sublime macchina iper brevettata !
La R Super Bianchi è stata la seconda generazione della Bianchi mod. R degli anni 10, quest'ultima era tanto bella e tecnologicamente avanzata che il suo nome, mod. R, creò una categoria... le bici a bacchetta, tutte, da allora vennero chiamate, volgarmente, "bici R".
Oltre un mese di lavoro per ripristinare questo esemplare e personalizzarlo con degni accessori: sella intonsa anni 30 con molle a ricciolo e gruppo luce di pregio marcato Magneti Marelli (la dinamo in foto è una Radius B52, la Magneti Marelli era ancora in fase di restauro)
Ora Iacopo scandaglia mercatini e web alla ricerca dell'ambito carterone in 2 pezzi... nell'attesa godiamoci queste foto...

54 commenti:

Anonimo ha detto...

Meglio i pantaloni unti che un carter del genere. Esistono compromessi accettabili e compromessi inammissibili. Da togliere all'istante.

paracorto

Anonimo ha detto...

ciao,bella e rara la bici....per piacere però togli quel carter e magari anche il fregio davanti....per caso hai intenzione di venderla?
livio

Anonimo ha detto...

Perdona Jacopo ! Strappa via quel carter, dinamo B52 (inguardabile su una Sig.ra così sfolgorante), l'ignobile fregio anni 50 e quella m.....sa gemma anni 40/50 saldata sulla schiena di quel magnifico parafango!!! Secondo me li ci và un fanale ad olio o carburo....1926!!! le dinamo eran ancora distanti ....o un Radius A .....ma non un B52!

Perdona la franchezza!
senza offesa
Zagor

Stefano 89 ha detto...

Quoto!! Se mi permetti, ti consiglierei di lanciare via il carter che monta ora, il fanale va anche bene... certo che il carburo è più notevole... ;-)
Via anche il filo elettrico che è in tela ma così spesso sta malissimo, oltretutto entra nel telaio... toglilo... La gemma è più recente, la Bianchi non la montava ancora nel '26. Lo stemma probabilmente era quello in ottone smaltato, se hai trovato i forellini. Se non lo trovi meglio mettere la decal...
Bicicletta straordinaria, meravigliosa, sublime!! :-D

Stefano 89 ha detto...

Anche il carter ESGE che si sdoppia quando si apre secondo me è "di troppo" :-)

Stefano 89 ha detto...

Ma avrà mica il mozzo smonabile??? Vedo un forcellino strano...!

Anonimo ha detto...

salve...non manca solo il carter ma pure il mozzo posteriore...dalle foto non riesco a vedere i foccelli inserimento ruota posteriore,che potrebbero giustificare la mancanza del mozzo originale.

medusa.

Stefano 89 ha detto...

Dici? A me sembra Bianchi... ma quei forcellini potrebbero essere quelli per il mozzo smotabile?

Anonimo ha detto...

Va bè, allora diciamola tutta e via anche i copertoni con la scritta bianca (schwalbe ?)

paracorto

P.De Sade ha detto...

ciao ragazzi... condivido tutti i vostri suggerimenti... per quanto riguarda il carter, l'ho scritto pure nell'articolo che il proprietario è alla ricerca del carter originale. Considerate che Iacopo utilizza questa bici tutti i giorni e quindi giustifico il "momentaneo" montaggio del carter posticcio... per un utilizzo quotidiano giustifico anche l'adozione dell'impianto luce, un fanale a carburo risulterebbe inutile quanto soggetto a furti! Inoltre nel '26 c'erano già i gruppi luce elettrici... la dinamo B52 in foto è già stata sostituita con una Magneti Marelli a "bottiglia", anche questo l'ho scritto nell'articolo...
per quanto riguarda lo stemma e la gemma condivido in pieno il vostro pensiero vanno assolutamente rimossi e/o sostituiti...

Non condivido, infine, l'appunto sull' adozione dei copertoni moderni (schwalbe) e della loro striscia bianca serigrafata. La scelta del loro utilizzo e di sicuro da ricondurre alla misura particolare dei cerchi...
Se bisogna essere così pignoli pure sui copertoni allora bisogna farlo con tutti, pure con personaggi dalla reputazione assai elevata i quali utilizzano spesso e volentieri qusto tipo di copertone lasciando anch'essi la striscia in evidenza...
Anch'io sono del parere che la striscia serigrafata và sempre cancellata, però in questo caso mi pare solo motivo per infierire ulteriormente...

Stefano 89 ha detto...

Anch'io mi trovo d'accordo con Paracorto... purtroppo la Schwalbe fa copertoni di misure particolari, ma li fa con un orrendo battistrada e con quella scritta oscena... come si toglie? Mi risulta che non venga via neanche col diluente nitro...
Se i cerchi sono 28 x 1 1/2 si trovano copertoni moderni (economici) che hanno un battistrada recente... certo sempre neri...
Non è che infieriamo... è una bicicletta troppo bella, si può usare tutti i giorni, a patto che stia sempre sotto l'occhio (e possibilmente il sedere) del proprietario... Il carter anche se provvisorio è osceno... meglio i pantaloni unti"!!

Anonimo ha detto...

la vendi??????
livio

Stefano 89 ha detto...

Errata corrige - leggasi "battistrada decente", non "recente"

P.De Sade ha detto...

A me gli Scwhalbe fanno schifo, ma questo tipo di copertone viene regolarmente montano sulle biciclette di molti "nomi noti" del mondo della bici d'epoca, mi pare che nessuno lo avesse mai fatto presente o si fosse indignato per questa presunta abberrazione...

La banda serigrafata la copri con del colore e sparisce...

Il fatto che il proprietario sia alla ricerca del carter originale, è sintomo che è ben conscio che sia orrendo e assolutamente non coevo al prestigio e alla bellezza della bici... Nell'attesa che trovi questo benedetto carter mi spiegate cosa cambia montarci un carter del menga o non montarci nulla ??
per me non cambia assolutamente nulla... dovremmo allora inveire pure su chi monta quelle sellacce di plastica della CBF su bici di pregio..

Stefano: "Il carter anche se provvisorio è osceno... meglio i pantaloni unti" ...quando sulla Lido montavi quella sella oscena da 5€ nessuno ti ha detto di toglierla e di andarci in giro solo con il tubo reggi-sella alla bersagliera ! o sbaglio...?

scusate, ma a fronte di varie oneste e sincere PREMESSE fatte dal proprietario è giusto che intervenga in sua tutela... i consigli sono accettati, ma inveire gratuitamente non è corretto...

Anonimo ha detto...

Personalmente mi ero limitato - e con intenzioni del tutto borarie - a invitare a togliere il carter. Dopodichè, visto il fiorire di post che correttamente segnalavano altre anomalie, ho aggiunto (sempre con intenzioni bonarie, anche perchè la bici è e rimane una meraviglia che niente e nessuno potrà togliere al proprietario) la questione delle gomme. Una volta fatto 30, si deve anche fare 31, no ?
Concordo con il fatto che gomme di marca prestigiosa in misure anomale (28 x 3/8, 26 palloncino, ect...) siano molto difficili da reperire, sopratutto con un buon battistrada tassellato, come pure sul fatto che sulla fine degli anni 20 è fuori luogo mettere fanali a carburo dei primi secolo, e concordo anche sul fatto che sul web si vedono bestemmie pazzesche (bici nei colori più improbabili ad esempio, degne delle migliori Orco) Importante è che il proprietario sia in possesso di una bici di gran valore e strutturalmente originale (grandiosa la sella secondo me, di una spanna sopra tutto il resto), mentre gli accessori mobili si posssono sempre cambiare. Ecco, consiglierei di prendere questi post come suggerimenti in positivo affinchè quel gioiello un giorno possa diventare completo come "mamma lo fece" !

paracorto

Stefano 89 ha detto...

Appunto... nessuno inveisce o infierisce, si tratta solo di consigli che ci siamo sentiti di dare! Il carter non è come la sella, si può andar senza... -faccio presente che la sella della Bianchi costava 35 euri, e ora sono d'accordo che le CBF siano parecchio brutte -
Ci è stata mostrata la bici, e come se fossimo tutti insieme intorno ognuno ha dato il suo consiglio, "guarda io metterei quello e toglierei quell'altro", senza aggredire nessuno, ci mancherebbe...! Nessuno impone al proprietario di fare ciò che abbiamo consigliato, e personalmente a me non viene in tasca nulla! Non è mica mia la bicicletta...

P.De Sade ha detto...

apprezzo molto il tuo commento Paracorto... è stato chiarificatore. non tanto per me, ma nei confronti del proprietario...

Conosco tutti voi e sò che siete onesti e leali, ma non tutti vi conoscono di persona, quindi bisogna far attenzione al tono in cui si scrive.. io so che Paracorto è spesso sarcastico e bonario, ma altri non lo sanno...

Concludo dicendo che le critiche e i consigli su parti, francamente sbagliate, come il fregio e la gemma siano del tutto lecite dato che sono evidentemente frutto di errore di scelte del proprietario, ma accanirsi sul tipo di copertone e sul carter che è stato chiaramente specificato nel post che è posticcio, mi pare alquanto inutile... o no?

I consigli vanno dati per far crescere la banca dati a disposizioni di tutti e soprattutto del diretto interessato, ovvero il proprietario della bici in questione. Medusa ha segnalato un dubbio lecito che meriterebbe un approfondimento anzichè discutere sul battistrada di un copertone, il fregio è sbagliato sarebbe più logico far capire a tutti e al proprietario il perchè e quale è il fregio giusto, anzichè dibattere su un carter che è provvisorio ed è stato scritto grosso come una casa...

...capito il senso della mia reazione ?

+ critiche per crescere e - critiche inutili !

gesù ha detto...

non portava il fregio ma la deco....

P.De Sade ha detto...

Ecco risolto il primo dubbio: non ci vuole il fregio bensì la decal... presumo quindi sia quella con l'aquila, dedicata ai modelli più lussosi.

Stefano 89 ha detto...

Momento, chi ha detto che ci va la decal...? Sulle altre va la decal... essendo il modello più lussuoso la freni interni ha cominciato molto prima a portare il fregio, ovviamente quello in ottone smaltato. Non sono sicuro dell'anno... avrà cominciato nel 1924 (anno di creazione delle R Super) o più avanti...?? La mia del 1937 aveva già lo stemma, bisogna vedere se questa aveva i buchini al momento del ritrovamento... se sì ci va lo stemma, altrienti la decal! :-)

P. De Sade ha detto...

per sapere se ci fossero i fori per le 2 vitine bisogna aspettare che il proprietario risponda.

Però stando ai cataloghi del '25 e del '27 pare in effetti che sia una decalcomania... se vi fosse introdotto il fregio metallico come novità dovrebbe essere evidenziato nelle caratteristiche. quindi presumo che lo stemma metallico sia stato introdotto con la Super.

Inoltre stando sempre ai cataloghi pare che il mozzo smontabile fosse un optional...

Iacopo ha detto...

Salve a tutti,sono Iacopo il proprietario della bici in questione:
prima cosa ringrazio tutti per l'attenzione che avete dimostrato osservando da veri intenditori tutti i minimi particolari belli e brutti.
Premetto che la restaurazione dell'oggetto è alla mia seconda esperienza di una U.Dei del '36.
Quindi accetto veramente tutti i consigli,ne farò bagaglio di esperienza.
Come sapete tutti gli accessori sono smontabili perciò tutto si può migliorare.
Francamente vi confesso che anche io sono consapevole e vi capisco,ma in questi casi vince la voglia di metterla in strada e provare a pedalare questa meraviglia della tecnica e arte ottantenaria,perciò fatemi domande e io vi risponderò e se volete vederla venite al mio negozio LACE 84 di Erboristeria e Enologia a Pontedera(PI)Via Dante 20/20b.
Ciao a presto.

gesù ha detto...

la super r non portava assolutamente il fregio e nemmeno la prima generazione di super(per intenderci quella con i parafanghi a schiena d'asino ma con gli archetti dei freni in vista e il carter in 3 pezzi,il modello precedente alla super pubblicata su questo blog...)
e se anche avesse i buchini per metterci una deco,quest'ultimi sarebbero stai fatti posticipatamente l'acquisto della bici...

Stefano 89 ha detto...

Può effettivamente darsi... la mia del '37 (quella su questo blog) ha i buchi e sono originali (ne ho viste altre coetanee).
Effettivamente mi sembrava strano fosse già stato introdotto lo stemma nella prima serie... però avendo visto i buchi... (srarnno stati fatti in seguito)

Il mozzo smontabile è di serie credo solo nel '24, se guardi il catalogo dice chiaramente che ne è dotata, non specifica il fatto che sia optional. In seguito sì.

Iacopo ha detto...

Allora,chiarisco:
il fregio bianchi l'ho comprato su Ebay e applicato effettuando due piccoli forellini,il mozzo smontabile che cosa intendi quello che esce senza doverlo svitare?
Un'altra cosa la gemma originale ce l'ho ma ancora in restauro,pensate che è stata messa su strada da pochi giorni.
Con il vostro aiuto forse riusciro' ad ottenere sicuramente
un migliore risultato,proviamoci senza critiche incostruttive; d'altra parte "sbagliando si impara".
Iacopo

Anonimo ha detto...

me la vendi...?è la terza volta che lo chiedo...!
livio....

Stefano 89 ha detto...

Non credo ch la venda, se così fosse mi metto in fila! :-))))

Hai fatto i forellini??? Arghhhhh...!!!
Va beh, si può ancora rimediare...

Stefano 89 ha detto...

Sì intendo il mozzo posteriore che esce togliendo il perno ma lasciando su la ruota libera. E' lui??

Iacopo ha detto...

Rispondo agli amici:
Paracorto-Ok il carter lo tolgo,i copertoni x ora tengo quelli(28" 1 1/2).

Livio-Carter e fregio via!Ma non vendo.

Zagor-Via carter,dinamo,fregio.e gemma(non saldata).

Stefano 89-Via carter,cambio il filo,via gemma.Sono daccordo.

Medusa-Il mozzo posteriore è originale,l'anteriore sostituito perchè logoro.

Iacopo.

Iacopo ha detto...

non sò rispondere sullo smontaggio del mozzo,ma posso chiedere al mio meccanico di fiducia,comunque sono sicuro dell'originalità.
Sul resto sono più ferrato perchè la bici l'ho smontata e rimontata tutta io.Conosco perfettamente la complicata meccanica dei suoi freni interni.Pensate che quando l'ho vista per la prima volta aveva il freno posteriore rotto cioè era venuta via una vitina interna che collega le bacchette.

Anonimo ha detto...

il modello -R-super nato nel 1924 porta misura ruote 28x1.1/2 e 40 raggi il mozzo posteriori e 32 ruota anteriore ..fino il 1928 poi 36 e 36. queste sono le caratteristiche di questo modello, poi ognuno è libero di comportarsi come vuole.

medusa.

Anonimo ha detto...

Right. Se non mi sbaglio ne conto 32 sull'anteriore ma 36 sul posteriore. Controllo, please.

paracorto

Iacopo ha detto...

Domani vi dirò con certezza il numero dei raggi anteriori e posteriori.
Se avete dubbi non esitate a chiedere se posso vi dirò tutto.

Iacopo

Stefano 89 ha detto...

Il sistema di frenata interna è semplice in fin dei conti... è praticamente lo stesso degli altri modelli, portato dentro! Questa ha ancora i pistoncini dietro, sulla mia invece c'è una molla infilata tra il rinvio del freno post. e un diaframma interno al telaio. E le bacchette non sono a sezione tonda, ma sono delle piattine! In alluminio credo!

Iacopo ha detto...

Buon giorno,
stamani ho già sostituito dinamo,gemma e filo con gli originali,effettivamente e un'altra cosa!
Misura ruote 28x1.1/2
36 raggi posteriore
32 raggi anteriore
E' vero il sistema frenante è semplice ma + complicato ripararlo
Le bacchette interne sono a sezione cilindrica e cromate(in ottimo stato dato la loro sede).

Stefano 89 ha detto...

Interessante...
Il fatto che dietro ci siano 36 fori conferma che ilmozzo è stato sostituito con un altro... robabilmente sempre Bianchi data la forma, ma più recente.

Iacopo ha detto...

certo
infatti sui mozzi con ingrassatore appare in ambedue la scritta Bianchi e ruota libera Regina-extra.Ho notato che anche le pedaline hanno l'oliatore,inusuale non è vero?

gesù ha detto...

no non è inusuale,proprio come la s o la s bis portava i pedali a corpo unico con l'oliatore a lancetta....

Stefano 89 ha detto...

Finezze che si sono perse negli anni...

Anonimo ha detto...

E non è da escludere - a me è capitato in una sola occasione - che sui coperchietti degli oliatori sia stampigliata la scritta BIANCHI. Veicolo notevole in ogni caso.

paracorto

Stefano 89 ha detto...

Già... anche se probabilmente non li produceva la Bianchi...
Faccio un esempio: sul'oliatore movimento della Dei ho trovato la scritta EDCO, probabilmente la marca che li produceva. Niente di più facile che la Bianchi, dato l'ingentissimo quantitativo ordinato, facesse stampare con il proprio nome i coperchietti, un po' come faceva con catene, ruote libere e selle...!

Iacopo ha detto...

A parte il n° del telaio 125707 e le varie stampigliature 26 su corona ,pedale,manubrio ecc.
vi è il n° del brevetto sul portabicicletta 229.243,particolare importante per la precisa collocazione storica.
In questa villa insieme alla Bianchi uomo ho trovato anche la Benotto donna(probabilmente della moglie del titolare)con matricola prime 400 di produzione. Iacopo

Stefano 89 ha detto...

Dov'è il numero di brevetto???

Iacopo ha detto...

Il numero del brevetto è impresso
sulla maniglia avvitata in basso al telaio.
A quale brevetto si riferisce?

Iacopo

Iacopo ha detto...

Altro particolare che mi avevate chiesto:"no" il mozzo non è estraibile ma normale.
Un particolare di dettaglio se vi interessa sono la forma quadra della testa delle viti che fermano i parafanghi,non l'ho mai visto in altre bici,molto "elegante".
Dimenticavo il fregio originale(Aquila) è posto sul manubrio di colore oro/rosso/nero a protezione del meccanismo frenante ed è bloccato da due piccole viti laterali a scomparsa.Conosci?

Stefano 89 ha detto...

Ah niente, è il numero di brevetto della maniglia portabici!

Intendi i dadi delle astine? Una volta i dadi erano quadrati, non esagonali...!

Conosco, conosco :-) E' caratteristico di alcuni modelli Bianchi che avevano lo stemma ovale e non il classico "tappo" rotondo. Tra questi la R Super-Super-Impero-Super Extra (sempre freni interni), le Lido e Varazze, le Selvino e Cortina e altre, fino agli anni '60.
Logicamente i pregiati stemmi smaltati nel dopoguerra saranno sostituiti dai più economici in alluminio stampato... :-(

gesù ha detto...

il numero del brevetto è riferito alla maniglia saltafossi che è un accessorio aggiunto in seguito all'acquisto della bici....dalla descrizione che hai fatto e dalla foto dell'anteriore sembra porti ancora il suo fregio originale,vale a dire leggermente più piccolo di quello di una impero "normale" ma comunque della stessa forma....è una vera fortuna perchè è introvabile...

gesù ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Iacopo ha detto...

No i dadi delle astine ma proprio la TESTA della VITE intera.

Iacopo

Stefano 89 ha detto...

Sì infatti la Super Extra è dopo guerra, quindi fregio in alluminio stampato (sempre ovale).

P.De Sade ha detto...

riguardo alla questione mozzo:
questa R Super non è predisposta per il mozzo a perno sfilabile. La R Super a perno sfilabile ha due particolarissimi forcellini chiusi e non aperti come nelle classiche bici a bacchetta, sono chiusi perchè tanto per rimuovere la ruota basta sfilare il perno del mozzo che non deve scorrere ed uscire dietro! il problema è che per via di questi particolarissimi forcellini non è possibile montar nessun altro mozzo se non quello a perno sfilabile... per questo motivo in alcuni casi ho visto R Super a perno sfilabile con il forcellino segato !

Anonimo ha detto...

NE HO UNA UGUALE.
LA DICITURA, ANCORA LEGGIBILE E':
BIANCHI SUPER MOD.IMPERO
CERCHI 28 X 1/2 DA 36 FORI,MARCATI BIANCHI MA DELLA THOMPSON
DECALS SUL TUBO ANTERIORE CON L'ACQUILA (QUINDI NON PLACCHETTA IN ALLUMINIO) E SULLA DECALS DICITURA "TIPO R" SUPER.
CERCHI CON IL BORDINO NERO E FILETTI ROSSI.
OLEATORE CON SU SCRITTO BIANCHI IN CORSIVO.
CARTERONE CON SPORTELLINO RIPORTANTE L'ANNO DI FABBRICAZIONE (E' SCRITTO PRORIO COSI')

Iacopo ha detto...

Salve,
ho piacere di leggere che un'altra persona sia in possesso di questo cimelio storico a due rute.
Mi piacerebbe scambiare informazioni tipo:quale è l'anno di produzione,il tipo di accessori,fanale ,dinamo,ecc.
A presto.
Iacopo.

Roberto P ha detto...

Io ne ho una del 28 che rende tutte le ipotesi superflue. E' un "libro scritto" una macchina che ha fatto pochissima strada, catena, ruota libera originali marcate Bianchi, non gli manca una vite. Ha persino le sue salvacamera che sono del tutto diverse da quelle del periodo o successive. Purtroppo l'ho acquistata smontata e riverniciata forse a pennello più di 30 anni fa e così è rimasta. Il parafango posteriore non ha buchi quindi niente caterinfrangente, la legge che gli rende obbligatori è degli anni 30. Sul canotto della forcella se ricordo bene dovrebbe avere due buchi, ma non sono dello stemma sono dell'oliatore e del suo sportellino. Il carter originale dove lo trovate? Simile esisterà ma originale...? Presto farò delle foto ai vari componenti che "taglieranno la testa al toro" e forniranno una banca dati non indifferente.