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martedì 3 luglio 2012

Bicicletto Singer 1885ca

L'amico Carlo ci invia le foto del suo bicicletto Singer databile nel 1885.
Telaio a croce, trasmissione a passo humber, freno a tampone, gomme piene e sterzo a cerniera rendono bene l'idea dell'antichità di questa bicicletta !






martedì 26 ottobre 2010

...dai primi 900

Bici italiane dal primo 900... non se ne trovano più, questo è un dato di fatto.
Il buon Maurizio ci mostra la bici ricevuta in dono da un'amico... un regalo mica male, una bicicletta italiana databile tra la fine dell'800 e il primo 900, forse una Stucchi.
Conservata egregiamente considerata l'età ultracentenaria di questo velocipede!
Ancora si scorge distintamente il velo di grigio nickel che ricopre gran parte delle parti bianche.
Il telaio molto alto e slanciato è ancora dotato dei sui parafanghi a pagoda, quello anteriore e nella classica conformazione tronca, tipica di quel periodo.
Il freno è a tampone, azionato da una meravigliosa leva montata su un manubrio fisso, quindi con pipa integrata.
Le congiunzioni del tubo di sterzo ricordano proprio quelle della celebre Stucchi, anche se la marca è sconosciuta, si può notare che la bici è di alta qualità e molto elegante.
Il carro posteriore ha la geometria e la struttura delle tubazioni tipica delle biciclette molto antiche, lo si nota nel dettaglio nella foto della corona, dietro questa si scorge il punto in cui il carro si allarga per far spazio alla ruota, in quel punto si nota tutta la primitiva, quanto affascinante, struttura delle tubazioni.
La corona porta una magnifica dentellatura a  un passo humber.


venerdì 10 settembre 2010

Peugeot 1903


L'amico Maurizio torna a tasche piene dalla Francia con Berruti come compagno d'eccezione... ci mostra questa conservatissima Peugeot da mezza corsa del 1903.
Elenganza e raffinatezza che solo il primo novecento francese sapeva regalare, una società fresca fresca di Belle Epoqué e Art Nouveau !
Lasciamo la parola a Maurizio che ci elenca nel dettaglio tutte le caratteristiche di questo esemplare:
TELAIO: verniciato in nero con ingrassatore al movimento centrale
NUMERO TELAIO: 24496 "sul forcellino posteriore riporta anche un 22"
GUARNITURA: marcata Peugeot con passo humber da 27
PIGNONE: fisso a 10 denti
CATENA: marcata Peugeot a passo Humber
PEDALI: non ancora puliti, ma dubito siano Peugeot
MOZZI: marcati Peugeot a 36 fori con ingrassatore
RAGGI: sfinati, legati e stagnati
CERCHIO: verniciato di nero, marca "RIGIDA PARIS"
FRENO: a tampone

giovedì 24 settembre 2009

Ariston

Ariston! No, non c'entrano nulla nè il Festival nè le lavatrici.... oggi, grazie a Domenico, visioniamo questo cavallo di razza, una bici dall'insolita provenienza: USA, in particolare da Westboro.
Siamo di fronte ad una bici da corsa dei primissimi del 900, stupenda.
Il telaio ha tutte le caratteristiche delle bici molto antiche, misura molto alta, piantone e forcella inclinati, testa della forcella a doppia piastra con steli a sezione ellittica e forcellini aperti, in stile bici R.
Sulla testa della forcella si notano due ovali bianchi dall'aspetto gommoso o simil plastico, probabilmente decorativi, ma si potrebbe anche ipotizzare che fosse un appoggio per i piedi... ai tempi si utilizzava il pignone fisso e nelle forti discese il vorticare frenetico delle pedivelle obbligava il ciclista a staccare i piedi dai pedali, molti fissavano dei poggiapiedi agli steli delle forcelle, per cui non è da escludere che quei "confetti" gommosi siano lì per il medesimo scopo.
La corona è un altro segnale dell'anzianità di questa bici, sia per la forma grezza sia per il passo Humber, molto comune ai tempi.
Particolarissimo il freno a tampone con leveraggio azionato a... cuoio! Sì, a cuoio... un laccetto di pelle, che tirato aziona il freno, francamente mi sembra una soluzione un pò posticcia e poco sportiva, per cui è probabile che sia una soluzione adottata in seguito per adoperare la bici anche nell'uso quotidiano.
Le ruote sono di una misura che Domenico ancora deve individuare, hanno la sede che pare adatta per una gomma di tipo tubolare e proprio da uno dei copertoni-tubolari superstiti è presente ancora la valvolona con il tappo a catenella, una chicca!
Terminata la descrizione tecnica, vi riporto due righe sulla storia di questa bicicletta, una bicicletta Americana si è detto, ma ritrovata in Francia... e probabilmente in Francia ci è sempre stata, lo testimonia il bollo di circolazione francese che riporta la data 1904.
L'unica incognita che affligge Domenico e che voi tutti potete fornire informazioni è un piccolo reperto trovato sulla bici: un pò di spago chiuso con un piombino, a mò di sigillo, recante da un lato una croce tipo quella Svizzera e dall'altro lato una V ed un 1 
Un sigillo di passaggio cantoniero? il sigillo di trasporto? mah...

  
 .
 

mercoledì 26 novembre 2008

Swan



















Gente robusta 'sti tedeschi, necessitano di velocipedi che reggano così tanta presenza... Teutoniche biciclette, di quelle da donna, parliamo oggi, venivano definite a "collo di cigno" per via della particolare forma del telaio. Le Fahrrad tedesche, avevano una presenza imponente, tubazioni robuste, meccanica affidabile ed elementare, per gli standard italiani risultano difficili da cavalcare anche da un uomo, disponevano quasi tutte di ruote da 28" e telai altissimi.
Il freno a tampone (spesso abbinato al mozzo Torpedo a contropedale)  era una fondamentale della tecnica velocipedistica tedesca e questo è risaputo e giustificato, daltronde ogni nazione ha intrapreso un strada tecnologica precisa, ma una cosa mi son sempre chiesto... come sia possibile che gran parte delle marche tedesche fino agli anni 70/80 hanno utilizzato gli stessi standard senza una naturale evoluzione, come successe per altri mercati come l'Italia o la Francia... se non fosse per alcune dettagli è molto facile scambiare una bici tedesca anni 40/50 per una bici del primo 900.