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giovedì 24 ottobre 2013

Messori corsa fine anni 40

Stefano ci invia le foto del restauro della bicicletta appartenuta a suo padre, con cui ci correva nel dopoguerra, si tratta di una bici costruita da suo zio, Lino Messori, alla fine degli anni 40 con il suo marchio L'Artigiana Cicli di Modena (rimasto in attività fino agli anni 80).
Il telaio è di ottima fattura, rifinito nei particolari e realizzato in prestigiosi tubi Libellula.
Tutti i pezzi sono originali e sono stati restaurati a puntino, l'unica parte sostituita è la sella.
Questa la scheda tecnica:
Cambio: Campagnolo Corsa a due stecche
Guarnitura: Simplex - Magistroni 48 denti
Movimento centrale: Magistroni
Mozzi: FB Campagnolo
Ruote: Nisi Toro (scritta interna 1948)
Sella: Brooks B17
Freni: Universal 361666
Leve freni: Universal 361666
Pedali: Sheffield - Cornez
Manubrio e piega: Cinelli acciaio









venerdì 2 dicembre 2011

Gloria Garibaldina 1946

Renato, amico e collezionista noto per la qualità delle sue bici conservate e soprattutto per la meticolosità nei restauri, ci mostra la sua ultima bicicletta, una Gloria Garibaldina del 1946 perfettamente conservata!

Un grazie particolare và al precedente proprietario, che per oltre 60 anni ha conservato la sua preziosa bicicletta con cura maniacale.. a detta di Renato, fin troppa, visto che l'eccessiva pulizia cui dedicava il proprietario alla bici ne ha cancellato col tempo le tipiche fiamme blu che partivano dalle congiunzioni. D'altra parte questa meticolosità ne ha presenvato intatta la preziosa finitura nickelata greggia e tutta la componentistica originale e marcata! Ogni parte della bici è marcata, pedali, guarnitura, mozzi, pipa manubrio e sella, perfino tutta la bulloneria è originale e marcata con la G di Gloria... addirittura i morsetti cristina dei parafanghi riportano la G!

Un conservato eccellente da prendere subito come paragone per ogni restauro di medesimi esemplari... l'ennesimo centro di Renato!

lunedì 21 novembre 2011

Viva l'Italia Libera e Redenta !

Viva l'Italia Libera e Redenta... è l'acronimo di Wilier... Wilier Tristina il suo nome completo. Uno dei marchi storici italiani, famosa per la particolare ramatura con cui venivano rifiniti i suoi telai.
L'amico Max ci manda le foto del restauro della sua Wilier del 1947, ancora da ultimare con piccoli dettagli, ma che già da ora evidenzia una cura eccezionale per la qualità e per i dettagli.
A partire proprio dalla ramatura fatta eseguire da una ditta specializzata nel torinese. Il cambio è un Campagnolo due leve, il più in voga nel primo dopoguerra!

mercoledì 16 febbraio 2011

Bedonni 1946

Da Boston l'amico Kenneth, ci mostra la sua bici da passeggio !
Una Bedonni da corsa del 1946 abilmente trasformata per l'uso cittadino... ma che non nasconde affatto la sua anima corsaiola!
Della ditta Bedonni di Bologna sappiamo ben poco, fù operativa per pochi anni dal 1939 fino a poco dopo il secondo conflitto mondiale... non era un vero e proprio costruttore e nemmeno un artigiano di bottega paesana, era prevalentemente un assemblatore raffinato, che assemblava vere e proprie special su richiesta. Forse fù anche telaista al servizio di terzi, di sicuro forniva bici col proprio marchio a qualche indipendente professionista o dilettante... lo dimostra la decal commemorativa che riporta questo esemplare in cui è citata la vittoria del Campionato Italiano Velocità per ben due anni, 1942 e 1943!
Questa bicicletta è un conservato straordinario, che mostra pienamente la maestria delle lavorazioni del signor Bedonni.
La bici è una corsa pura, montata con componenti di prima fascia, fra cui spicca il cambio Corsa Campagnolo, attualemente è stata civilizzata con un raffinato manubrio in duralluminio Ambrosio a leve rovesce.



giovedì 4 novembre 2010

Bianchi Folgore 1947 @Luigi Casola

Luigi Casola nasce l'11 luglio del 1921 a Busto Arsizio diventa professionista nel '46, dopo le prime brevi esperienze in squadre minori passa subito alla Bianchi di Fausto Coppi dove vive grandi battaglie da gregario, celebre l'aneddoto in cui vede protagonista Casola alle prese con Bartali nella Milano-Sanremo del 1947, la sera prima della corsa Coppi aveva invitato Casola a trascorrere una notte "brava" portandosi dietro Bartali, in maniera che quest'ultimo il giorno dopo non fosse in piena forma... così Casola e Bartali (accompagnati dal ribelle fratello di Coppi, Serse) passarono la serata fra bevute e mangiate, tirando fino alle 2 di notte. La partenza era fissata alle 5:00 del mattino. Durante la corsa Casola aveva il compito di tallonare Bartali, il quale non sembrava affatto aver subito conseguenze dopo la serataccia precedente... anzi proprio Bartali si rese protagonista di una foratura di un tubolare e dovette fermarsi per le riparazioni... Coppi incrementò minuti di vantaggio e si lanciò verso una vittoria sicura, ma da lì a poco dovette ritirarsi, sempre a causa della sua congiuntivite cronica. Casola sempre alle spalle di Bartali continuò a tirare fino a che Gino non si girò verso di lui dicendogli: "Mascalzone, se mi segui arrivi secondo!". Casola un pò perplesso gli diede del pazzo e rispose che i 9 minuti di svantaggio dalla vetta del gruppo erano ormai incolmabili... Nei pressi di Alassio Casola dovette arrendersi e si ritirò, lo carica l'ammiraglia della Bianchi e dalla radio sente che Bartali a 4 km dall'arrivo, sorpassa a razzo Cecchi che era in testa alla corsa e và a vincere la manifestazione !
La sera, in hotel, Bartali si rivolgerà a Casola: "Oh grullo... che ti avevo detto?"
Questa divertente scenetta è ripresa molto bene anche nel film-tv Bartali-L'intramontabile.
Ritornando ai giorni nostri Andrea ci presenta la sua Folgore del 1947 appartenuta proprio a Luigi Casola. una Bianchi del reparto corse !
Una bici dalla conservazione eccezzionale, che Andrea tutt'oggi porta all'Eroica!
E' equipaggiata con un cambio Campagnolo Corsa a due leve.

mercoledì 20 ottobre 2010

Robur anni 40

Un magistrale restauro dell'amico Franco e la sua combriccola... sulla base di un modello da corsa della Robur -storica ditta padovana- si è concretizzata una sportiva niente male e dalle finiture extralusso !
Il telaio ha di certo contribuito alla qualità del risultato: la congiunzioni sono totalmente invisibili, la forcella presenta una testa alleggerita tipica della produzione dell'alto artigianato torinese, infine è bene notare la soglia del tubo piantone -ovvero dove si và ad inserire il tubo reggisella- stranamente più lunga del normale, probabilmente per agevolare ulteriormente l'escursione del tubo reggisella.
Il cambio è il due leve Campagnolo, rigorosamente Corsa e il manubrio è un leve rovescie sportivo Ambrosio Superlusso.
Le finiture sono state curate in maniera notevole: i cerchi in legno sono stati filettati nello stesso colore del telaio, la testa della forcella è stata evidenziata con un bel color bronzo, riportato anche sulla R (R iniziale di Robur) a rilievo sugli steli della forcella stessa.

giovedì 14 ottobre 2010

Bianchi Folgore 1941


Moreno ci racconta la storia di questa stupenda Bianchi Folgore dei primi anni 40, appartenuta a suo nonno Alcide !
Nonno Alcide, classe 1910, fù grande appassionato di ciclismo, partendo con l'essere un discreto corridore della sua epoca, successivamente divenne giudice di gara al Vigorelli, giudice ai Giro di Italia del 1961 e del 1975 infine fù il fondatore della società ciclistica La Gloriosa di Turate (CO), tutt'ora attiva!
La bici venne acquistata di seconda mano negli anni 50 e venne ben presto convertita per l'uso quotidiano, rimuovendo manubrio e cambio e riverniciandola più volte. Per poi cadere nel dimenticatoio.
Fino al 2008 quando Moreno viene a sapere delle cicloturistiche d'epoca e di gran lena si adopera nel restauro e nella ricerca dei pezzi mancanti... ultimò il restauro appena in tempo per partecipare all'Eroica dello stesso anno, gareggiando con ottimi risultati!
Nel dettaglio questa Bianchi Folgore riporta numero di telaio 813421, andando perfettamente a collocarsi fra il 1940 e il 1941, la corona è a 49 denti, il cambio è un Campagnolo Cambio corsa "due leve" a 4 rapporti, freni Universal brev.361666, mozzi FB marcati Bianchi e sella Brooks. 
Notare la presenza congiunta dei forcellini per cambio Campagnolo e della staffa per il ben più vecchio Vittoria Margherita. Questo accadeva perchè nei primi anni '40, nonostante l'avvento dei primi cambi moderni come il Simplex e la moda del due leve Campagnolo, il Vittoria era ancora molto in voga anche tra i professionisti... le novità impiegavano tempo per essere digerite e fino al dopoguerra in tanti si affidavano ancora al vecchio deragliatore torinese. 
Nonno Alcide sarà ben contento... ci sono alcune imprecisioni nel restauro, come la scritta Bianchi che non ci dovrebbe essere, ma la sua preziosa bici rivive per una seconda volta !