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lunedì 31 gennaio 2011

Una Triumph da Norimberga

Un carissimo lettore ci invia queste foto di una Triumph verosimilmente anni 30 di produzione tedesca, più precisamente di Norimberga !
Il marchio Triumph è indissolubilmente legato al Regno Unito, ma credo che questo velocipede abbia ben poco a che fare con lo storico marchio di Coventry... difatti l'utilizzo improprio di nomi simili o addirittura storpiati di marchi celebri era una pratica molto in voga in Italia, e non escludo che lo stesso si fece in altri stati.
La targhetta di questa bici riporta la città di Norimberga, quindi è verosimile che si tratti di una bici 100% tedesca il cui marchio è liberamente ispirato al celebre blasone inglese!
L'impostazione della bici è nel più classico stile teutonico, con telaio oversize e passo decisamente pronunciato, l'impianto frenante è misto tampone e contropedale Torpedo. Nella produzione tedesca l'utilizzo anche i tempi recenti di caratteristiche obsolete come il freno a tampone o il reggisella a L sono una caratteristica peculiare, al contempo fuorviante, perchè l'occhio inesperto può dedurre che si tratti di bici molto antiche... è necessario sviluppare l'occhio clinico per valutarne la finitura e la lavorazione per arrivare a stabilirne un'età più o meno precisa. Questo esemplare dovrebbe infatti collocarsi nella seconda metà degli anni 30.
Bizzarra la forma del manubrio... voltando le foto sembrerebbe una piega manubrio da corsa anni '10/'20... prima della seconda guerra mondiale, in tempi di crisi, era pratica comune adoperare il vecchio manubrio da corsa per trasfomarlo in manubrio da passeggio, semplicemente "ruotandolo" verso l'alto all'interno della pipa, ma questo pare essere nato proprio così ! infatti la pipa è solidale al manubrio e anche la forma della leva del freno asseconda perfettamente la forma della piega... In conclusione risulta un manubrio dall'aspetto insolito, ma allo stesso tempo un pò goffo e non propriamente ergonomico !

martedì 3 agosto 2010

Il rientro... e una Truppenfahrrad !

Rieccomi tra Voi a parlarvi nuovamente di biciclette del passato !
Dopo le fatiche dei mesi scorsi, una meritata vacanza mi ci voleva...
Fresco fresco di ritorno dalla riviera ligure... proprio del "fresco" volevo parlarvi oggi: ci scrive il nuovo amico lettore Alexsander, direttamente dalla fresca Volgograd (ex Stalingrado) in Russia.
Ci scrive per presentarci questa bicicletta dall'aspetto antico... ritrovata per caso durante le pulizie primaverili in solaio !
Alexsander ipotizza un'uso mitilare... in effetti la bici ha l'aria e l'aspetto tedesco, le caratteristiche e le geometrie del telaio sono tipiche del mercato teutonico.
Come abbiamo imparato spesso le bici tedesche traggono in inganno, sembrano sempre più vecchie di quanto pensiamo... questo accade perche siamo abituati a vedere le "nostre" bici, che hanno subito un evoluzione netta e precisa... invece in altri mercati, soprattutto quello tedesco, alcuni clichè e caratteristiche si sono tramandati fin quasi ai giorni d'oggi... per questo motivo molte bici tedesche degli anni 40/50 sembrano, ai nostri occhi profani, bici antichissime del primo '900 !
Questa bici, ha caratteristiche molto singolari, e forme molto antiche, ma ad un'analisi più approfondita si notano proprietà e lavorazioni più giovani, quindi non è da escludere che si tratti di una bici databile negli anni 30, lo deduco soprattutto dalla gurnitura (con movimento a "campana").
Bizzaro: cosa ci fà una bici tedesca degli anni 30 nella povera (ai tempi) Stalingrado ??
Forse una bici in dotazione alle milizie tedesche che tentarono l'invasione in Russia nel secondo conflitto mondiale ? una Truppenfahrrad ?!?
E' una soluzione alquanto realistica !

mercoledì 26 novembre 2008

Swan



















Gente robusta 'sti tedeschi, necessitano di velocipedi che reggano così tanta presenza... Teutoniche biciclette, di quelle da donna, parliamo oggi, venivano definite a "collo di cigno" per via della particolare forma del telaio. Le Fahrrad tedesche, avevano una presenza imponente, tubazioni robuste, meccanica affidabile ed elementare, per gli standard italiani risultano difficili da cavalcare anche da un uomo, disponevano quasi tutte di ruote da 28" e telai altissimi.
Il freno a tampone (spesso abbinato al mozzo Torpedo a contropedale)  era una fondamentale della tecnica velocipedistica tedesca e questo è risaputo e giustificato, daltronde ogni nazione ha intrapreso un strada tecnologica precisa, ma una cosa mi son sempre chiesto... come sia possibile che gran parte delle marche tedesche fino agli anni 70/80 hanno utilizzato gli stessi standard senza una naturale evoluzione, come successe per altri mercati come l'Italia o la Francia... se non fosse per alcune dettagli è molto facile scambiare una bici tedesca anni 40/50 per una bici del primo 900.