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venerdì 6 dicembre 2013

Bianchi Folgore 1941 tempo di guerra

Interessantissimo ritrovamento quello dell'amico Renato, che oggi ci presenta la sua ultima arrivata, una Bianchi Folgore del 1941, marcata sulle calotte del movimento centrale.
Una bici in condizioni di conservazione perfette e soprattutto, dettaglio non trascurabile, completa di tutte le componenti originali.
Questo ritrovamento è interessante perchè si tratta di una Folgore dall'aspetto insolito, probabilmente assemblata in tempi di ristrettezze belliche, infatti si presenta in un insolita livrea completamente verniciata, risparmiando dunque la cromatura su tutte le parti del telaio normalmente interessate, come la testa forcella e le congiunzioni sterzo. Anche i pedali sono interessanti, anch'essi privi di cromatura sul centro, sostituita da una ben più a buon mercato cadmiatura, l'unica parte cromata risulta la guarnitura, probabilmente perchè realizzata tempo prima. Anche lo stemma sullo sterzo è di tipo -si fa per dire- economico, con grafica serigrafata anzichè smaltata.
Altri dettagli interessanti riscontrabili su questo esemplare sono le conservatissime tracce di vernice bianca con cui sono stati messi in risalto gli alleggerimenti sulla pipa manubrio e sulle scanalature sul retro delle pedivelle.
Per il resto la componentistica è quella classica del modello: mozzi Siamt, sella Aquila in cuoio, manubrio e pipa Ambrosio, tutto marcato Bianchi, oltre al cambio Campagnolo due leve, anche se va sottolineato che il telaio è ancora predisposto anche per il Vittoria-Margherita.
Le leve freno sono del tipo Universal Extra, i freni invece sono le uniche parti che nel tempo sono state sostituite, montando dei mod.51 a sgancio rapido, ma sono certo che il buon Renato non tarderà a completare questo gioiello con i freni corretti.
Per gli interessati il numero di telaio di questo esemplare è 949002, ovviamente punzonato sul retro del nodo sella.











mercoledì 24 aprile 2013

Dei Marca Oro corsa 1939

Emilio ci manda le foto della sua stupenda Dei Marca Oro corsa del 1939. Un conservato eccellente, che nel tempo si è lasciato dietro solo il manubrio, rimpiazzato da uno più adatto all'uso quotidiano, un manubrio sportivo dalla forma davvero particolare ed insolita.
La bicicletta è davvero spettacolare, le congiunzioni Dei di questo tipo fanno invidia alle raffinate lavorazioni di blasonati telaisti specializzati. Bellissimo il verde trasparente, conservatissimo nonostante la sua delicatezza, infatti il colore è ottenuto con la stessa tecnica in uso sulle Legnano, una base di argento e poi trasparente macchiato del colore desiderato, per ottenere un colore metallizzato, ma dall'effetto profondo e vellutato, ma al contempo questa tecnica risulta molto soggetta a deperimento, per cui è davvero una fortuna trovare una bicicletta con una colorazione così nitida e conservata.
Il resto della bici è tutto originale, dalla sella marcata Dei fino alla bellissima guarnitura. 



mercoledì 14 marzo 2012

Bianchi Olmo 1935/36

Un'altra Bianchi... un'altra, spettacolare, Bianchi !

Grazie all'amico Gabriele mostriamo questa Bianchi Olmo del 1935/36 che balza direttamente in in cima alla classifica dei conservati monstre visti su questo blog !

La bici è completamente originale e conservata, tutti gli accessori e componenti originali sono presenti come da catalogo, come gli spettacolari pedali con gabbia marcata con la grande B e barra centrale unica con oliatore a lancetta. La bici è dotata di freni a fascetta Bowden mod.Asso (ovvero già dotati di prigioniero dentro la forcella), di mozzo con giroruota ed è predisposta per accogliere una cambio Vittoria-Margherita. Notare l'incredibile conservazione delle decalcomanie e delle filettature sui cerchi in ferro... basta parole superflue, gustiamoci questo ricco servizio fotografico !

lunedì 9 maggio 2011

Ganna 1935

Dopo alcuni giorni di silenzio a causa di problemi tecnici (non ancora del tutto risolti) il blog torna presentandovi la Ganna dell'amico Paolo.
Una bici da corsa del 1935 perfettamente restaurata e accessoriata con precisione fino all'ultimo dettaglio.
Paolo era partito molto tempo fà dal solo, malconcio, telaio e dopo una lunga ricerca è riuscito a trovare tutte le componenti originali !
Il restauro è stato eseguito molto bene e gli accessori che compongono questa bici sono tutti coevi all'epoca, perfino i paramani in gomma della Vittoria sono quelli che si utilizzavano al tempo !
Il cambio è un Vittoria-Margherita, i cerchi sono in legno per palmer e sono montati su mozzi marcati Ganna e dotati di oliatore a fascetta.
Il manurio e la pipa sono in acciaio cromato.

Complimenti Paolo, ottimo lavoro !



mercoledì 13 aprile 2011

Ciclo Pietro Fossati 1934-35

Pietro, detto "Pietrino", Fossati nasce a Novi Ligure in via Borgo delle Lavandaie (la stessa di Girardengo) il 29 giugno del 1905.

Come tanti compaesani dell'epoca anche Pietro si innamora della bicicletta, nostante i tentativi di dissuaderlo da parte dei famigliari, nel 1926 vince il Campionato Italiano dilettanti, subito dopo verrà ingaggiato dalla Wolsit, si dimostra gregario modello, ma anche grande combattente, infatti nel 1927 vincerà la Coppa del Re e la XX Settembre (Roma-Napoli-Roma). Nel 1928 passa alla Maino-Dunlop, è subito terzo posto nella durissima Milano-Modena, 182Km a cronometro, alle spalle di Binda e del capitano Girardengo. Diventa Campione Italiano Professionisti Juniores, primo posto nella classica Coppa Placci. Il 1929 lo vede vittorioso nel Giro della Lombardia, dominando lo sprint e lascindosi alle spalle nomi pesanti come Guerra e Di Paco. Troppo presto le cronache lo hanno eletto erede naturale di Girardengo, purtroppo la sua carriera si limitò a sporadiche vittorie e tanti, troppi piazzamenti. Nel 1933 lasciò la Maino per correre gli ultimi scampoli di carriera con la sua squadra individuale.

Nel 1935 si ritirò dalla vita di sportivò e trovo lavoro all'Ilva, morì a Novi Ligure nel 1945 durante i bombardamenti alleati.

Il preambolo era necessario per descrivere le gesta di questo campione del ciclismo eroico, soprattutto in questo giorno che vado a presentare per la prima volta la bici che fu appunto di Pietro Fossati.

La bici da corsa degli ultimi anni di carriera individuale, una bici realizzata su misura e secondo i gusti dello stesso Pietrino.

La bici è realizzata senza dubbio da un mastro telaista alessandrino, con grande esperienza nel campo del ciclismo professinistico, lo dimostrano le leggerissime tubazioni Libellula impiegate per realizzare questo telaio. Particolare il tubo piantone con diametro di 27,5.... quasi un diametro da bici anni 70!

La componentistica è di prima fascia, molto costosa all'epoca e con notevole impiego di leghe leggere: movimenti e cuscinetti sono della BS (Bollea Saluzzo), la guarnitura è SIAMT, i pedali Sheffield, i freni in alluminio sono Universal Extra, i mozzi in ferro sono marca Perry su cerchi in alluminio Ambrosio e montati con raggi sfinati. Anche il manubrio è realizzato in duralluminio così come lo sono il tubo reggisella ed il parafanghino! Infine la sella è una Milano.

Una bici pazzesca... completa di tubolari la bici pesa circa 8,6Kg !!!

Molto interessante è l'analisi delle decalcomanie le quali riportano un simbolo che racchiude la foto di Pietro Fossati ed intorno la scritta CICLO PIETRO FOSSATI - MARCA DEPOSITATA, sul tubo obliquo del telaio è riportata la decal con la scritta FOSSATI.

Intervistando anziani del posto, tanti anche amici o parenti dello stesso Fossati è emerso che anche Giacobbe (grande campione ovadese e amico di Fossati) nel periodo da indipendente si fece realizzare un bici del tutto simile a questa appartenuta a Fossati, ovviamente ad eccezione delle decal che in quel caso riportavano la sua effige ed il suo nome.




mercoledì 2 marzo 2011

Gloria Garibaldina 1937

Sempre l'amico Kenneth da Boston ci presenta la sua stupenda Gloria Garibaldina del 1937.
Un magnifico conservato, perfetto in ogni dettaglio ed accessoriato di tutto punto !
Questo esemplare, proveniente dalla seconda metà degli anni 30, è già dotato del cambio Simplex Campione del Mondo, in un periodo in cui il macchinoso cambio Vittoria-Margherita era il più apprezzato, possiamo dire che questa Gloria, il cui forcellino è già predisposto per accogliere un cambio Simplex a puleggia, è senz'altro una bici all'avanguardia per i tempi !

giovedì 14 ottobre 2010

Bianchi Folgore 1941


Moreno ci racconta la storia di questa stupenda Bianchi Folgore dei primi anni 40, appartenuta a suo nonno Alcide !
Nonno Alcide, classe 1910, fù grande appassionato di ciclismo, partendo con l'essere un discreto corridore della sua epoca, successivamente divenne giudice di gara al Vigorelli, giudice ai Giro di Italia del 1961 e del 1975 infine fù il fondatore della società ciclistica La Gloriosa di Turate (CO), tutt'ora attiva!
La bici venne acquistata di seconda mano negli anni 50 e venne ben presto convertita per l'uso quotidiano, rimuovendo manubrio e cambio e riverniciandola più volte. Per poi cadere nel dimenticatoio.
Fino al 2008 quando Moreno viene a sapere delle cicloturistiche d'epoca e di gran lena si adopera nel restauro e nella ricerca dei pezzi mancanti... ultimò il restauro appena in tempo per partecipare all'Eroica dello stesso anno, gareggiando con ottimi risultati!
Nel dettaglio questa Bianchi Folgore riporta numero di telaio 813421, andando perfettamente a collocarsi fra il 1940 e il 1941, la corona è a 49 denti, il cambio è un Campagnolo Cambio corsa "due leve" a 4 rapporti, freni Universal brev.361666, mozzi FB marcati Bianchi e sella Brooks. 
Notare la presenza congiunta dei forcellini per cambio Campagnolo e della staffa per il ben più vecchio Vittoria Margherita. Questo accadeva perchè nei primi anni '40, nonostante l'avvento dei primi cambi moderni come il Simplex e la moda del due leve Campagnolo, il Vittoria era ancora molto in voga anche tra i professionisti... le novità impiegavano tempo per essere digerite e fino al dopoguerra in tanti si affidavano ancora al vecchio deragliatore torinese. 
Nonno Alcide sarà ben contento... ci sono alcune imprecisioni nel restauro, come la scritta Bianchi che non ci dovrebbe essere, ma la sua preziosa bici rivive per una seconda volta !



giovedì 1 luglio 2010

Legnano mod.54 del 1935

Sempre Renato e sempre una Legnano...
Eravamo rimansti QUI nel gennaio scorso. Ora ci presenta il restauro ultimato.
Sono stati aggiunti elementi e accessori di prima qualità e tutto rigorosamente conservatissimo, come dargli torto, la conservazione della bici era talmente elevata che non era possibile fare altrimenti!
Il manubrio in perfetta piega Legnano, rarissimo, prende subito la scena scaldando i cuori di molto appassionati di ciclismo eroico. La sella, questa veramente fondo di magazzino, è marchiata Legnano, il cambio (anch'esso nos) è un Vittoria Margherita.
I freni sono Universal Extra in duralluminio, leggeri e potenti. I parafanghi sdoppiati, anch'essi in alluminio, mostrano ancora la loro verniciatura "ramarro" e le filettature rosse.
I pedali, bellissimi, riportano la scritta Legnano sulla gabbia.
Chissà se il buon Renato percorrendo un mulattiera con questa bella Legnano, sotto la calura scorgerà mai un ramarro intento a prendere il sole su un paracarro... rievocando -con un sorriso- quel giorno in cui Emilio Bozzi (patron del marchio Legnano) decise che la sua squadra corse doveva essere unica, riconoscibile come nessun'altra, verde come un ramarro!