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mercoledì 11 giugno 2014

Legnano Mod.40 Sport 1951

Luigi mi scrisse diverso tempo fa, mostrandomi la sua Legnano sportiva del 1951, in buone condizioni, ma mancante di alcuni particolari. Dopo alcuni mesi di ricerca e lavoro ecco che la bici ritorna in strada con un buon restauro conservativo.
La Legnano mod.40 era, al tempo, il top di gamma da passeggio della marca lombarda e se la giocava ad armi pari con la diretta concorrente, la Bianchi Selvino. Riconoscibilissima per la tipica verniciatura bicolore con "fiamme" bianche che partono dallo sterzo. La componentistica era così composta, manubrio in ferro tipo Cinelli, mozzi FB acciaio flange alluminio, cambio a 3 velocità Simplex Campione del Mondo, carter sport aperto sul retro e pedali sport tipo Way Assauto con perno centrale intero marcato Legnano. 

mercoledì 3 luglio 2013

Frejus Pista 1957ca Guido Messina

Con l'occasione di scattare delle fotografie per un articolo giornalistico riguardante il Museo dei Campionissimi di Novi Ligure, mi sono intrattenuto ad ammirare questa magnifica bici da pista Frejus appartenuta a Guido Messina e databile tra il 56 e il 58.
Ho fatto qualche scatto particolareggiato da condividere assieme a voi.
Il telaio è tiratissimo, una piuma, realizzato in tubazioni Libellula e alleggerito all'inverosimile, basti guardare lo "svuoto" sotto la scatola del movimento centrale per farsene un idea, senza poi contare gli svuoti sulle congiunzioni e dietro al nodo sella... la forcella ha i foderi nella classica sezione rotonda tipica delle bici da pista, ma il diametro è incredibilmente ridotto, a spanne poco piu grande del mio mignolo.
Il ponticello sul carro ha una insolita forma a cuneo, forse per dare maggiore rigidità. Altre tracce di alleggerimento lo si può vedere nell'ampio uso di alluminio (compresa la controghiera della serie sterzo) e nell svuoto ricavato sul retro della pipa Ambrosio. I mozzi sono FB in acciaio con flangie larghe n alluminio, la guarnitura è una Campagnolo Record Pista prima serie, i pedali anch'essi in alluminio sono di marca FOM. Dulcis in fundo la sella, marcata Aquila sul cuoio e con un bellissimo, quanto inedito, telaio interamente in fusione di alluminio (anch'esso marcato Brev. Aquila), dotato di un carrello centrale per la regolazione, il quale funziona in abbinamento ad un reggisella (ovviamente in alluminio) appositamente concepito per questa sella. 
Infine, credo, che anche la vernice sia particolare, per creare la livrea Frejus (argento con fasce amaranto) hanno utilizzato unicamente la vernice di finitura trasparente macchiata del colore ufficiale, stesa direttamente sul ferro, così da evitare il doppio strato di vernice (colore+trasparente), nel tentativo estremo di ridurre peso!
Non sappiamo quale telaista abbia realizzato questo telaio, se qualche amico appassionato riconosce la "mano" di qualche sarto della bici ce lo faccia sapere!!!













martedì 6 marzo 2012

Cinelli Super Corsa anni 50

Da Leonello questo splendido conservato di Cinelli Super Corsa primi anni 50, forse la massima espressione della produzione telaistica milanese... imacolata come mamma Cinelli l'ha fatta.. se considerate che la bici non è stata sottoposta ancora a nessun restauro conservativo!

Manubrio e pipa in acciaio, ovviamente marcati Cinelli, mozzi FB con giroruota, freni Universal, guarnitura Magistroni Senior in acciaio con doppio plateu in alluminio Simplex e cambio Campagnolo Gran Sport seconda serie !

mercoledì 29 giugno 2011

Quattrocchio mod. Leggera anni 40

A molti il nome Quattrocchio dice ben poco... ma per decenni è stata una delle piu apprezzate marche di biciclette del nord Italia.

La fabbrica di biciclette Cicli Quattrocchio viene fondata da Carlo Quattrocchio in Alessandria nel 1918, i loro prodotti sono così apprezzati che già nel 1922 inizia l'esportazione di cicli nel continente americano (la cartolina qua sotto mostra il trenino della Quattrocchio carico di biciclette da consegnare a Rosario Santa Fè in Argentina). Negli anni 40 la Quattrocchio punta forte sui micromotore Mosquito, motorizzando l'intero alessandrino. La produzione di cicli prosegue per tutto il dopoguerra, ma con un progressivo declino, fino all'83 quando il marchio cambia tipologia di produzione da velocipedi a elementi modulari in acciaio.

Di biciclette Quattrocchio non se ne trovano molte, questo perchè il marchio alessandrino era famoso per la cura dei dettagli e la bontà delle sue lavorazioni, tutto questo non rendeva i propri prodotti accessibili a tutte le tasche, non erano propriamente prodotti popolari. Il grande della produzione finiva all'estero dove l'economia era più forte rispetto alla povera Italia dell'epoca, e la piccola parte destinata al mercato nostrano era piu che altro una nicchia, fatta di persone che ricercavano il prodotto di lusso e particolare. Per questo motivo è molto dura trovare bici di questo marchio.

La scorsa settimana è entrata in bottega un esemplare di Quattrocchio, una modello Leggera da corsa databile fra il 47 ed il 1950. Bicicletta completa in ogni sua parte, ma a prima vista non eccelsa dal punto di vista conservativo... ruggine e tanto fango attaccato... di sicuro è stata una bici conservata per anni in uno scantinato che è stato alluvionato (l'alluvione di Alessandria del 1994). Però dopo una veloce, ma efficace pulizia a base di paglietta e gasolio con mio grande stupore ecco fuoriuscire ancora grandi parti cromate !

Inoltre sono emersi tutti i dettagli che rendevano famosa la Quattrocchio nel panorama ciclistico. Dettagli che dimostrano l'attenzione al particolare, coccole per il cliente che si voleva distinguere !

Tutte le parti sono marcate Quattrocchio: sella, pedivelle, mozzi e collarino stringisella.

Il telaio porta i segni di quella famosa cura per il particolare: la testa della forcella riporta pantografata su di essa la Q di Quattrocchio, mentre il canotto di sterzo vede inciso sui sui lati la scritta Quattrocchio !

Telaio, oltretutto, leggerissimo (la bici completa pesa circa 9Kg), forcella di derivazione Maino, ma con la testa ulteriormente alleggerita. Componentistica di pregio, come la guarnitura FB, pedali Sheffield, movimenti Magistroni, gruppo completo Campagnolo Corsa, manubrio in duralluminio e kit freni Universal in alluminio Brev.361666.

Ancora un pò di pazienza e anche questa magnifica alessandrina subirà un piacevole trattamento di bellezza... ingrassatura totale e un bel restauro conservativo!

TUTTE LE FOTO QUI:

QUATTROCCHIO mod. LEGGERA 1948ca