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martedì 16 ottobre 2012

Bailo e Robotti


Su segnalazione dell'amico compaesano Matteo ecco dalla pagina di ottobre del calendario piemontese Memorie del Tempo una bella foto della squadra Fiat del 1911, tra le fila appaiono nomi importanti come Lucien Mazan detto "Le Petit Breton" e Angelo Gremo e altri un pò meno noti, ma voglio ricordarne due in particolare che sono miei conterranei: Luigi Bailo di Serravalle Scrivia e Michele Robotti di Alessandria.
Entrambi poco noti e dalla ombrosa carriera, ciononostante possiamo citare alcuni piazzamenti importanti che è bene ricordare, come i ben quattro terzi posti di Robotti nella 10° e 12° tappa del Giro d'Italia del 1926 e nella 8° e 14° tappa del Giro del 1927, mentre Bailo si distinse nel 1910 agguantando il terzo posto nell'impegnativo Giro di Lombardia, corso perdipiù da isolato!
Più lunga fù la carriera sportiva di Robotti, iniziata nel 1908 e terminata nel 1928, il quale riuscì anche a militare nelle migliori squadre dell'epoca, oltre a Fiat, anche Stucchi, Ganna e Atala. 
Luigi Bailo invece ebbe minor fortuna, una carriera di appena quattro anni iniziata nel 1910, il cui culmine è senz'altro la stagione 1911 quando viene ingaggiato dalla squadra Fiat dopo il piazzamento da indipendente al Lombardia dell'anno precedente. Ma Bailo lo possiamo ricordare anche per aver sposato una delle sorelle del Gira, da questa unione nel 1912 naque Osvaldo, che negli anni 30/40 corse da professionista con una carriera davvero brillante, accasandosi tra le fila delle migliori squadre dell'epoca, tra le quali Bianchi, Legnano, Wolsit, Welter, Viscontea, Gerbi e ovviamente nella squadra dello zio Costante, la Girardengo. Una carriera intensa in cui spiccano il Titolo Italiano Indipendenti del 1941 e le vittorie al Giro di Romagna del '37, al Giro dell'Emilia nel 1940 e al Giro del Lazio nel '42. Oltre a molteplici piazzamenti in manifestazioni ambite come la Milano-San Remo e il Lombardia... ma lo sfizio maggiore se lo tolse nel 1940, indossando la Maglia Rosa, in quel Giro dove esplose e vinse il futuro Campionissimo.

martedì 14 luglio 2009

Ricordi...

In una giornata di sole primaverile di alcuni mesi fa, di ritorno da Milano, ricordo di aver deciso di cambiare rotta verso casa, deviando verso il mercatino di Borgo d'Ale (VC).
Mi torna in mente questa esperienza perchè proprio cinque minuti fa mi è capitata sotto mano questa foto che scattai a sbaffo (contro il volere del venditore). L'anziano venditore, quel giorno, me la voleva propinare a tutti i costi e mi raccontò qualche aneddoto su questa bicicletta. Mi disse che si trattava di una certa Bongiovanni, sottomarca della mitica Fiat. Dubbioso ma molto incuriosito iniziai a scrutare la bici in cerca di collegamenti con il ben più noto marchio torinese (nei primi del 900 la Fiat produceva anche bici prestigiose).
Non trovai nessun indizio, ma rimasi comunque colpito, la bici era davvero bella... sarà che le bici italiane molto antiche suscitano sempre grande fascino!
I parafanghi erano veramente belli, a schiena d'asino, ma quello anteriore terminava con due alette concave formando una sorta di profilo a pagoda, molto simile alle Legnano anni 20 e 30.
La richiesta non era elevata se vi fosse stata traccia di un qualche blasone, ma a tutti gli effetti la bici si presentava anonima e poi quel giorno il portafoglio non voleva saperne di aprirsi.. 
Chi sapesse di più sulla fantomatica Bongiovanni, prego ci illumini !