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martedì 10 gennaio 2012

Brambilla 1939

Dall'amico Mario, una rarissima Brambilla del 1939, marchio storico del panorama milanese.
Milano è universalmente riconosciuta come la culla dell'industria velocipedistica italiana, dagli anni 50 in avanti lo sarà a livello mondiale. Dagli anni 20 a Milano iniziano a nascere realtà industriali dalla produzione incredibilmente raffinata, Gloria, Taurus e Brambilla sono le più desiderate.
Grazie alla maestria dei propri telaisti e dei propri operai vedono la luce biciclette sensazionali, che saranno destinate a fare la storia del ciclismo, tra le linee produttive di queste industrie si formeranno i maggiori telaisti milanesi, i sarti delle biciclette, che si imposero per tutti gli anni 60 e 70. Brambilla fù una di quelle realtà che negli anni 20/30 posero le basi del prototipo della bicicletta milanese, una bicicletta curata in ogni particolare, un bici-scultura.
Questo esemplare di Mario non tradisce le aspettative, si tratta di un modello sportivo a freno contropedale Torpedo, ma presenta caratteristiche quasi da pista, a partire dalla raffinata testa della forcella, arrivano alle elaborate congiunzioni del telaio.

martedì 7 giugno 2011

Legnano 1929 di Giovanni Brunero

Quando si ha l'onore di presentare biciclette così preziose e significative per la storia del ciclismo italiano è davvero un privilegio ed un emozione!
Massimo di San Maurizio Canavese, grande amico ed appassionato, ci ha fotografato la bici del campione, messagli gentilmente a disposizione dalla famiglia Brunero. Una Legnano, rarissima, dotata di mozzo Torpedo a contropedale, sicuramente proveniente dal periodo 1928-1929 quando Giovanni Brunero, sul finire della carriera, correva per la squadra Legnano-Torpedo. Questa è una configurazione entrata nel mito del ciclismo, celebre il siparietto che riguardò Learco Guerra ai mondiali di Copenaghen del 1931, dove gli imposero di gareggiare con il Torpedo, proprio a lui, la Locomotiva Umana, doveva piegarsi ad arnesi complicati ?!

La conservazione di questa bici è eccezzionale, si nota ancora la decal un'araldo cittadino, il nome del ciclista e la città di provenienza... mi rendo conto che quello delle decal personalizzate era un vezzo molto diffuso tra i professionisti di quell'epoca.

Altri dettagli mostrano la grande differenza tra le Legnano di serie e questa del reparto corse, in primis la guarnitura con corona di piccolissimo diametro, sicuramente questa bici porta i segni dell'ultimo settaggio per una competizione in salita.

Ci sono poche parole per descrivere questa bicicletta, per descrivere l'emozione di sapere che su quei pedali hanno spinto le gambe di un mito... immaginare il grande campione piegato dallo sforzo a macinare kilometri di sangue... e questa bici unica testimone.



lunedì 31 gennaio 2011

Una Triumph da Norimberga

Un carissimo lettore ci invia queste foto di una Triumph verosimilmente anni 30 di produzione tedesca, più precisamente di Norimberga !
Il marchio Triumph è indissolubilmente legato al Regno Unito, ma credo che questo velocipede abbia ben poco a che fare con lo storico marchio di Coventry... difatti l'utilizzo improprio di nomi simili o addirittura storpiati di marchi celebri era una pratica molto in voga in Italia, e non escludo che lo stesso si fece in altri stati.
La targhetta di questa bici riporta la città di Norimberga, quindi è verosimile che si tratti di una bici 100% tedesca il cui marchio è liberamente ispirato al celebre blasone inglese!
L'impostazione della bici è nel più classico stile teutonico, con telaio oversize e passo decisamente pronunciato, l'impianto frenante è misto tampone e contropedale Torpedo. Nella produzione tedesca l'utilizzo anche i tempi recenti di caratteristiche obsolete come il freno a tampone o il reggisella a L sono una caratteristica peculiare, al contempo fuorviante, perchè l'occhio inesperto può dedurre che si tratti di bici molto antiche... è necessario sviluppare l'occhio clinico per valutarne la finitura e la lavorazione per arrivare a stabilirne un'età più o meno precisa. Questo esemplare dovrebbe infatti collocarsi nella seconda metà degli anni 30.
Bizzarra la forma del manubrio... voltando le foto sembrerebbe una piega manubrio da corsa anni '10/'20... prima della seconda guerra mondiale, in tempi di crisi, era pratica comune adoperare il vecchio manubrio da corsa per trasfomarlo in manubrio da passeggio, semplicemente "ruotandolo" verso l'alto all'interno della pipa, ma questo pare essere nato proprio così ! infatti la pipa è solidale al manubrio e anche la forma della leva del freno asseconda perfettamente la forma della piega... In conclusione risulta un manubrio dall'aspetto insolito, ma allo stesso tempo un pò goffo e non propriamente ergonomico !