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giovedì 23 maggio 2013
lunedì 15 aprile 2013
Bianchi M primi anni 30
Antonio ci manda le foto della sua Bianchi M dei primissimi anni 30, in ottime condizioni sia di conservazione che di completezza, interessantissimo il manubrio originale che presenta sulla pipa la sede per alloggiare lo stemmino smaltato Bianchi, peccato sia andato perduto, in quanto è un elemento di grande rarità che avrebbe senz'altro fatto piacere a molti appassionati del marchio.
Originalissimi sono i parafanghi in legno e i bellissimi pedali a sega con la B di Bianchi sulla gabbia.
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martedì 22 gennaio 2013
Bianchi M 1914
Grazie a Claudio riceviamo queste immagini di una spettacolare Bianchi M del 1914, incredibilmente conservata!
La bici appartenenva ad un corridore genovese, tal D. Pontonato, il cui nome è riportato scritto a pennello sul tubo orizzontale, di cui però non vi è traccia sugli almanacchi, verosimilmente si trattava di un facoltoso appassionato o di un isolato. La bici nonostante sia completa e ottimamente conservata è stata aggiornata nel tempo, lo si nota dal gruppo freni che è stato aggiunto in seguito, difatti sulla Bianchi M nel 1914 era previso il freno anteriore a tampone, ne è rimasta una timida traccia sul manubrio, guardando bene si può notare che è ancora presente il supporto saldato da cui è stato rimosso il fulcro che consentiva alla manopola del freno a tampone di agire come leva, al posto di tutto questo in seguito (verosimilmente nei primi anni 20) è stato montato un gruppo frenante completo Bowden con ganascie e leve a fascetta.
Per il resto la bici si presenta come un catalogo vivente, completa in ogni parte, da notare la guarnitura e le due ruote libere con passo Humber, il manubrio marcato Bianchi sulla pipa, il forcellino speciale brevettato autoregistrante per il facile smontaggio della ruota, i pedali a centro intero con oliatore a lancetta e i bellissimi parafanghi a schiena d'asino con attacchi al telaio a fascetta, corredati dai piccoli galletti per il facile smontaggio. Anche la sella Brooks e i cerchi in legno si sono salvati dal tempo e sono rimasti fedeli al catalogo dell'epoca!
E' evidente che il proprietario amava molto questa bicicletta, dal modo in cui l'ha conservata e modificata nel tempo senza alterarne l'aspetto originario, anche quando negli anni 30 la Guerra impose la colorazione bianca del parafango ebbe l'accortezza di lasciare a vista la decalcomania.
Un vero spettacolo per gli occhi di tutti gli appassionati, con un ringraziamento per chi con l'amore per le biciclette ha saputo tramandare fino a nostri giorni una testimonianza concreta come questa Bianchi.
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lunedì 17 dicembre 2012
Rustichella!
L'amico Giorgio, in assenza di marche me la presenta come Rustichella, perchè proviene direttamente dal fienile di un rustico in campagna, e mi contatta per avere notizie sulla possibile identità di questa bicicletta da corsa.
Si tratta di una bici databile tra la fine degli anni 20 e i primi anni 30, la componentistica purtoppo non ci aiuta nel decifrarne la marca, è un misto, i mozzi sono Praezision e la guarnitura Durkopp. Sullo sterzo è presente qualche traccia della decal, ma purtroppo non siamo riusciti a capirci molto.
Potrebbe dunque trattarsi di una classica artigianale del tempo, ma il telaio ci pone dei grossi dubbi, infatti si tratta di un telaio dalle caratteristiche davvero interessanti, si estetiche che tecniche, che con le debite proporzioni ricorda molto le Stucchi.
Infatti il telaio esteticamente si nota subito per gli svuoti sulle congiunzioni di sterzo e dalla stupenda testa di forcella a doppia piastra sovrapposta, la serie sterzo è di tipo integrato e i forcellini posteriori -per giroruota. mostrano anch'essi segni di un'ottima cura costruttiva, difatti sono molto ben sagomati sui tubi del carro.
Che ne pensate ?
martedì 4 dicembre 2012
Wolsit Mod.54 Corsa 1934
Da Gianni arrivano le foto di questa incredibile Wolsit modello 54 del 1934. Incredibile per vari aspetti, per la conservazione eccezionale, per la completezza delle componenti e soprattutto per la raffinatezza degli stessi, marcati in ogni dove Wolsit.
Il telaio, verniciato verde oliva, è stupendo con le sue congiunzioni lavorate tipiche delle Wolsit di alto livello, tempi in cui la Wolsit non si poteva affatto considerare una sottomarca della Legnano, tempi in cui in sella a bici con questo marchio correvano campioni pluriblasonati.
Le componenti che sembrano nickelate presentano tutte il marchio Wolsit inciso, addirittura i freni "a mensola", probabilmente prodotti dalla Universal, riportano il nome della marca del Gruppo Bozzi, inciso sulla ganascia! I mozzi con oliatore a sportellino, di cui il posteriore a giro-ruota, sono stretti dai galletti originali, anch'essi marcati, marcata e perfettamente conservata è anche la sella in cuoio.
Il telaio riserva altre sorprese, come l'oliatore per la catena sul tubo piantone e il dente di cane saldato sul carro per sostenere la catena durante l'operazione di cambio rapporto, o semplice smontaggio della ruota.
Chicca finale, il copertone originale marcato Pirelli con il logo dell'epoca!
Sicuramente l'unica componente non dell'epoca presente sulla bici è la coppia di pedali Sheffield, di qualità, ma di foggia più recente.
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