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lunedì 20 dicembre 2010

Barberis Torino

Sempre l'amico Virgilio ci mostra questa innovativa bici artigianale torinese, una Ciclo Barberis probabilmente anni 40.
La forcella con testa alleggerita non tradisce le origini torinesi, la forma infatti è del tipo tanto caro a nomi noti quali Beltramo e Vecchietti tanto per citarne un paio.
Anche il telaio presenta alcuni tratti tipici dell'alto artigianato piemontese, in primis le congiunzioni invisibili, per in questo caso l'innovazione e la maestria si palesano tutte nel raffinato carro posteriore, infatti oltre ai normali steli delle forcelle ne sono presenti altri due in posizione mediana, i quali ospitano il ponticello dove si và ad ancorare il freno posteriore, inoltre lo stelo del lato destro è elegantemente sagomato per lasciare spazio al carter a pistola, anch'esso di forma inedita, infatti è molto più corto del normale e la bordatura superiore non supera la metà del carro stesso.
Oltre alla conservazione ottima che lascia intravedere le originali decalcomanie, degne di nota sono il manubrio e la pipa in duralliminio Ambrosio, così come lo sono le leve freno.
Peccato solo non aver rinvenuto le ruote con mozzi originali... chissà se anch'essi erano marcati Barberis come lo sono le pedivelle ? Un coppia di mozzi leggeri SIAMT posso di certo colmare il vuoto, giocano sempre in casa Torinese.

giovedì 10 giugno 2010

Beltramo primi anni 40

Questa Beltramo dei primi anni '40 è un piccolo regalo per gli amici torinesi e zone limitrofe... in particolare all'amico Max, la cui ultimazione del restauro della sua Beltramo del '34 è attesa come la pioggia nel Sahara (vero Max !?).
Beltramo è stato uno dei grandi telaisti e costruttori di bici da corsa torinesi, attivi negli anni d'oro tra il 1930 e gli anni 50. Uno dei primi ad impiegare in maniera diffusa la saldatura a congiunzioni invisibili tanto da diventarne il marchio di fabbrica, annoverando Beltramo fra i maestri telaisti.
Beltramo nonostante fosse un artigiano con una piccola bottega ebbe un notevole successo sul mercato nazionale, non è difficile reperire biciclette del suo marchio in giro per l'Italia, e i tratti distintivi del marchio saltano subito all'occhio, come in questo esemplare: le già citate congiunzioni invisibili, la testa della forcella piatta, l'abbondanza e l'insolita posizione degli ingrassatori e l'inconfondibile azzurro metallizzato Beltramo. Nelle foto seguenti si può notare l'oliatore del movimento centrale posizionato insolitamente proprio sulla saldatura a cavallo tra in tubo piantone e il tubo obliquo del telaio, mentre sempre nelle foto sotto si può vedere il secondo ingrassatore posizionato sul retro del tubo di sterzo. La dotazione di questo esemplare è arricchita da stupendi parafanghini in legno, il posteriore dotato di occhielli per ancorare, tramite due cinturini, i tubolari di scorta.
Il gruppo freni è un Universal mod.39 (brev.361666), mentre il cambio è un Simplex Campione del Mondo.