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martedì 16 ottobre 2012

Dei Contropedale 1940

Da Mello arrivano le foto di questa Umberto Dei a contropedale del 1940.
Purtroppo la bici è stata acquistata già restaurata e presentava già la decal del modello Imperiale, ma di Imperiale si tratta o questo modello aveva un nome a sè?
Effettivamente nei cataloghi disponibili questo modello non è presente e non essendo un modello comune non è facile ricostruirne la storia, soprattutto per me che non ho affatto confidenza con le bici dello sciur Umberto... 
Qualsiasi informazione a riguardo aiuterà senz'altro Mello a chiarire alcuni aspetti della bici appena acquistata!





martedì 10 gennaio 2012

Brambilla 1939

Dall'amico Mario, una rarissima Brambilla del 1939, marchio storico del panorama milanese.
Milano è universalmente riconosciuta come la culla dell'industria velocipedistica italiana, dagli anni 50 in avanti lo sarà a livello mondiale. Dagli anni 20 a Milano iniziano a nascere realtà industriali dalla produzione incredibilmente raffinata, Gloria, Taurus e Brambilla sono le più desiderate.
Grazie alla maestria dei propri telaisti e dei propri operai vedono la luce biciclette sensazionali, che saranno destinate a fare la storia del ciclismo, tra le linee produttive di queste industrie si formeranno i maggiori telaisti milanesi, i sarti delle biciclette, che si imposero per tutti gli anni 60 e 70. Brambilla fù una di quelle realtà che negli anni 20/30 posero le basi del prototipo della bicicletta milanese, una bicicletta curata in ogni particolare, un bici-scultura.
Questo esemplare di Mario non tradisce le aspettative, si tratta di un modello sportivo a freno contropedale Torpedo, ma presenta caratteristiche quasi da pista, a partire dalla raffinata testa della forcella, arrivano alle elaborate congiunzioni del telaio.

mercoledì 9 marzo 2011

Bianchi Bersaglieri 1939-45

Ancora l'amico Giorgio, che dopo averci fornito un prezioso catalogo ci mostra la sua Bianchi del reparto bersaglieri ciclisti, databile verso la Seconda Guerra Mondiale.
Spesso pensiamo che il velocipedismo nel comparto militare italiano sia solo da limitare durante la Grande Guerra del 15-18, questo esemplare di Bianchi è la testimonianza che lo sviluppo di queste macchine è progredito nei decenni successivi al primo conflitto.
La sostanza progettuale è sostanzialmente la medesima, la bici è realizzata in maniera che risulti pratica al trasporto e robusta nell'utilizzo... infatti rimane una bici di piccole dimensioni, compatta e massiccia, pighevole in più punti per agevolarne il trasporto in spalla, sia nella fanteria come nel corpo dei paracadutisti. Tutte le parti soggette ad una manutenzione o smontaggio sono dotate di grosse manopole e galletti per consentire il lavoro con le mani nude senza l'uso di attrezzi specifici. Le piccole gomme sono sempre in gomma piena (con riportato Reparto Bersaglieri Ciclisti), per evitare forature e inconvenienti, ovviamente il tutto và a scapito del confort, ma le vibrazioni provocate dall'urto della gomma piena è attenuato dal gruppo delle sospensioni, che risulta il medesimo progetto della prima serie prodotta per la Grande Guerra, ovvero con una sospensione singola sul carro posteriore e una doppia sugli steli della forcella anteriore.
La frenata è affidata ad un contropedale Torpedo, discreto in termini di affidabilità, ma al contempo molto più comodo in termini di manutenzione e trasporto, infatti le bacchette e i cavi metallici sono sempre a rischio di rotture accidentali e soprattutto possono risultare pericolosi in determinate situazioni, ad esempio la guaina del filo metallico può impigliarsi nei rami o negli spazi stretti esponendo a rischi il militare.
Il manubrio, in precedenza con un classico profilo R, è stato sostituito con un manubrio compatto, quasi una sorta di "condorino", decisamente piu stretto per facilitare il trasporto in spalla ed evitare che le manopole urtino i dorso del militare.
Un'importante novità è caratterizzata dal gruppo luce, completamente integrato alla bicicletta, per evitarne la rottura e lo smarrimento... il fanale è integrato direttamente al canotto del manubrio, la manutenzione della lampadina è consentita grazie ad una ghiera zigrinata che chiude ermeticamente il vetrino, mentre la dinamo è solidate allo stelo della forcella anteriore.
La gemma posteriore fà la sua comparsa per la prima volta e trova la sua collocazione naturale saldata sulla scossa dell'ammortizzatore posteriore.
I pedali, che nel 15-18 erano a sega realizzati in ferro, ora sono in gomma piena in un solo pezzo con stampato il marchio Bianchi, sono privi di fori o buchi che possono riempirsi di fango e sporcizia.
La verniciatura rimane sempre di colore verde e ricopre la quasì totalità della bici, solo alcune parti fra cui i mozzi, il canotto reggisella e il contropedale, risultano con un patina scura, forse una forte cadmiatura.
Sicuramente questa bicicletta è un interessantissimo reperto da analizzare più a fondo, per questo è possibile consultare altre foto nel link qua sotto.
BIANCHI BERSAGLIERE 1939-45
Giorgio è alla ricerca di ulteriori informazioni riguardanti la storia e la funzione di questa bicicletta, se qualcuno ne sa di più è pregato di lasciare un preziosissimo commento, utile non solo al proprietario, ma a tutti gli appassionati di bici d'epoca !
Con l'occasione, Giorgio, ci regala un'altra serie di importanti documenti, in particolare di tratta di schede tecniche e propagandistiche che riguardano il comparto velocipedistico Bianchi durante il conflitto del 1915/18 !
SCHEDE BIANCHI BERSAGLIERE 1915-18

venerdì 21 maggio 2010

Steyr 1900

Vi lascio un pò di foto prelibate per il week end... La combriccola di Renato ci presenta questa austriaca Steyr dei primi del secolo.
Una mezzacorsa pura, una sportiva, raro esemplare di tempi antichi. Telaio alto e congiunzioni invisibili, stupendo manubrio da mezzacorsa e freno a contropedale Styiria e pneumatici da 28 x 1/2.
Nella speranza di vedere l'eventuale restauro finito godiamoci queste meravigliose immagini !

venerdì 19 febbraio 2010

Pierce 1910

Nel 1863, Mr George Pierce, si trasferisce da Friendsville a Buffalo inizia la produzione di rubinetteria, cavi metallici e gabbie per uccelli, fino al 1888 quando decide di convertire la produzione verso quello che pare essere il futuro della mobilità, la bicicletta!
Inizia con una linea di tricicli per giovinetti a scopo ludico. Poi anni dopo decide di fare il salto, e iniziano a produrre Safety Bike e infine bicicletti. E' l'inizio della George N. Pierce & Co. !
Fucina statunitense di veri capolavori a due ruote. E questo esemplare del 1910 ne è un esempio lampante. Ringrazio l'amico Gabriel per avermi segnalato questa bicicletta.
Si tratta di un modello di bicicletta acàtene o più semplicemente a cardano, un modello ibrido, pare infatti una versione da corsa, ma all'occorrenza il manubrio a bracci separati e regolabili può essere posizionato nella versione comoda da turismo!
Le caratteristiche peculiari non si limitano a questo, la forcella presenta quello che pare un blando sistema di sospensioni, a mò di balestra, con le due piastre sovrapposte, mentre carro posteriore troviamo un particolare sistema di ammortizzazione a pistone (non è chiaro se all'interno del bussolotto vi sia una molla o un sistema di ammortizzamento alternativo).
La fattura dei mozzi pare moderna, così torniti e aerodinamici, incredibile pensare che hanno già cento anni!