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martedì 1 ottobre 2013

Cambio Vittoria Tour de France - Campionissimo

E' un pò un incognita questo cambio Vittoria in una delle sue ultime versioni dotato di "forchette" deragliatrici poste sotto al carro e dunque senza la necessita di retropedalare per effettuare la cambiata.
Il primo mistero riguarda l'anno di lancio sul mercato, questo esemplare è stato rinvenuto su di una bici da corsa marcata 1938 e analizzando l'unico documento dell'epoca della ditta Nieddu riguardante questo cambio viene riportato 37-38, lo si può vedere nell'ultima foto che ritrae la pagina della brochure Vittoria.
(foto tratte dal sito Ruote di Carta). La logica e i fatti impongono di pensare che si tratti dell'ultima versione del cambio Vittoria, databile quindi proprio sul finire degli anni 30, anche se alcune voci fanno risalire questo cambio addirittura ai primi anni 50... molto strano dato che nel dopoguerra la Vittoria lanciava sul mercato il nuovo cambio Cervino.
Il secondo mistero riguarda il nome... sempre analizzando il testo del catalogo Vittoria viene specificatamente chiamato Vittoria Margherita Tour de France, ma sempre nella borchure viene fatto cenno all'appellativo "Il Campionissimo", lo si può vedere sia nella prima pagina in alto, sia nel titolo dello schema tecnico.
Sempre nello schema tecnico, nella legenda, viene riproposto il nome Campionissimo unicamente per quanto riguarda il deragliatore, è come se il cambio in sè fosse il classico Vittoria Margherita modello TdF, con il nuovo deragliatore Campionissimo... un pò contorta la scelta di utilizzare una sequela infinita di nomi, ma forse potrebbe essere la soluzione!
Ovviamente mi rivolgo a tutti gli appassionati del cambio Vittoria, torinesi e non, se hanno informazioni a riguardo o notizie più precise potranno sicuramente aiutarci per risolvere questi piccoli grandi dubbi!  












venerdì 21 giugno 2013

martedì 28 maggio 2013

Cambio P.G.R.

Francesco mi mostra le immagini del suo cambio P.G.R... di cui non conosco nulla.
Nella struttura pare simile al ben più noto Simplex Tour de France... ma questo al contrario è italianissimo... probabilmente una produzione minoritaria semi-artigianale.
Qualcuno ne ha mai sentito parlare?


martedì 18 dicembre 2012

Campagnolo Gran Sport 1950

Un caro amico giapponese mi invia le foto del suo conservatissimo cambio Gran Sport del 1950, ovvero la primissima versione con tre registri a vite, completo delle sue bellissime leve di comando in bronzo cromato. 




mercoledì 19 settembre 2012

Campagnolo Gran Sport 1951

Giunge inaspettatamente in bottega questo bellissimo Campagnolo Gran Sport del 1951 in condizioni eccellenti !
Nota curiosa era montato su di una Bianchi Sprint degli anni 70... nessuno dica più che le Sprint non meritano nemmeno uno sguardo! ;-)
Il cambio è mancante delle pulegge originali e del bullone ferma cavo, tempo e pazienza nella ricerca in questo caso sono inutili... meglio affidarsi a qualche bravo artigiano, maestro delle repliche. 


martedì 24 luglio 2012

La storia del Ghiggini


Dall'amico Lele arriva questo interessante articolo che scava in profondità sulla storia (poco nota) dell'artigiano spezzino Francesco Ghiggini.
Indiscusso padre dei cambi di velocità moderni, ingegnoso e innovatore, intuì per primo la strada migliore per ottimizzare il cambio di velocità progettando uno strumento compatto ed efficente basato sul parallelogramma deformabile. Tanto effincente che tutt'oggi gli ultratecnologici cambi di velocità si basano ancora su questo principio ormai vecchio di oltre 70 anni!
Una storia affascinante, oserei dire "sfortunana" quella del Ghiggini, infatti come insegna spesso la storia il grande ingegno non viene sempre ripagato... il meccanico spezzino, abilissimo nella meccanica, risultò essere un pessimo venditore di sè stesso... i suoi prototipi, i suoi principi, vennero ripresi pochi anni dopo dall'impero industriale di Tullio Campagnolo che lanciò il suo fortunatissimo Gran Sport.
A questo punto la storia assume tratti da spy-story... Ghiggini vendette il brevetto? Ghiggini poco avvezzo al marketing fece scadere il suo preziosissimo brevetto? -oppure- Caso eclatante di spionaggio industriale?
Questo vecchio articolo sostiene la tesi della vendita del brevetto a Campagnolo... ma l'alone di mistero permane e assume i tratti della leggenda...
In merito a Campagnolo e al suo Gran Sport, parafrasando versi di manzoniana memoria - "fù vera gloria, ai posteri l'ardua sentenza..." - possiamo di sicuro sostenere che il cocciuto Tullio, fino all'ultimo aveva sostenuto caparbiamente il suo principio base del cambio senza attriti (concetto su cui si basava il vecchio Cambio Corsa a due leve), se per Campagnolo il futuro era ancora con cambi a stecca, tesi avvalorata dall'uscita nel 1948 del Parigi-Roubaix, che si trattava chiaramente del cambio nuovo per affrontare gli anni 50, non si spiega la scelta di ripiegare in fretta e furia su un progetto totalmente nuovo.
Di sicuro il 1949 fù un anno caratterizzato dall'uso di massa da parte dei professionisti del cambio Simplex a due pulegge, Campagnolo incalzato da questo inaspettato cambio di tendenza decise di puntare su un concetto nuovo, più moderno, nonostante il lancio nell'anno precendente del suo nuovissimo pupillo, il Parigi-Roubaix. Così nel dicembre del 1949 la Campagnolo di presentò al Salone di Milano con un inedito cambio a parallelogramma deformabile, il Gran Sport (inizialmente era stato concepito con un comando a doppio filo che ne gestiva l'andata ed il ritorno) successivamente fu introdotta la molla di ritorno.
In quel 1949 cosa intrecciò la strada di Campagnolo con quella di Ghiggini ?  
Questo disegno illustra il progetto e il funzionamento del primo prototipo di Ghiggini di cambio a "bilanciere". Siamo nel 1941, il Gran Sport arriverà sul mercato nel 1950.



martedì 2 agosto 2011

Cambio due leve

L'amico e grande collezionista Francesco mi manda queste immagini che ritraggono un particolarissimo cambio che a prima vista può sembrare un normale Campagnolo due leve (Cambio Corsa) invece si tratta di un modello anonimo... piu grezzo rispetto al classico Campagnolo del primo dopoguerra, privo di marchi e decorazioni, ma identico all'originale nella meccanica e nel funzionamento.

Si tratta di una produzione artigianale oppure potrebbe trattarsi del Campagnolo due leve 1° serie ?

giovedì 24 marzo 2011

Cambio Omac

Arricchiamo la sezione degli oggetti curiosi del passato con questo inedito cambio sport prodotto dalla ditta OMAC, celebre nella produzione dei campanelli.
Questo cambio è stato brevettato nel 1947, il meccanismo è semplice, in pratica si tratta di una lunga asta con relativa manopolina di comando, sulla falsariga del principio caro a Campagnolo, per deragliare la catena vi è una rotella trattenuta da due sponde le quali assecondano la catena fino a deragliarla sul pignone desiderato.
La tensione della catena è garantita da una soluzione molto semplice, una molla contenuta in un bussolotto appena sopra la puleggia.
Il posizionamento della puleggia sotto al carro dove la catena "esce" dalla ruota libera è molto intelligente, infatti in quel punto la catena non è in tensione e la deragliata risulta più facile, evitando così di dover retropedalare per agevolare il deragliamento della catena, a differenza di come accadeva con la soluzione adottata da Campagnolo, dove era necessario dare almeno una mezza pedalata all'indietro.

martedì 22 marzo 2011

Gnutti

L'amico Renato ci mostra questo curioso reperto, un'asta dello sgancio rapido fabbricata dalla Gnutti !

Del tutto simile a quella realizzata da Campagnolo per il famoso Cambio Corsa (due leve), nelle foto qua sotto possiamo vedere le imprcettibili differenze che esistono fra la leva Campagnolo e quella Gnutti.

La Gnutti era una ditta celebre nella produzione di mozzi, e successivamente di sganci rapidi, per cui non appare strano che realizzò una propria versione di leva lunga per sgancio rapido, la domanda a questo punto è solo una, questo accessorio faceva parte di un kit completo di cambio a due leve di produzione unicamente Gnutti o era venduta singolarmente da abbinare alla leva deragliatrice del Cambio Corsa Campagnolo ?

venerdì 11 marzo 2011

Cambio Fiochi

Ecco un'interessante reperto, un cambio Fiochi del periodo fra gli anni 30 e i 40.
La cambiata veniva azionata con il tallone del piede che andava a premere sulle punte della grossa manopola in alluminio... facendo scattare il meccanismo la puleggia avanzava in corrispondenza dei 3 rapporti disponibili, un serie di blocchi all'interno del bussolotto mantenvano la puleggia in posizione, arrivati all'ultimo rapporto un'ulteriore pressione sulla manopola faceva ritornare la puleggia al primo rapporto grazie alla molla di ritorno posizionata fra il bussolotto e la manopola !

martedì 22 dicembre 2009

Cambio Monviso

Un altro tassello della rassegna storica e censimento sui cambi di velocità che hanno caratterizzato il periodo pionieristico della nostra industria ciclistica. Oggi parliamo del cambio Monviso prodotto negli anni 40 del dopoguerra.
Chiaramente inspirato dal ben più diffuso Campagnolo "Due leve", il Monviso, come altri cambi di velocità nati in quegli anni voleva risolvere l'annoso problema che caratterizzava il Campagnolo, ovvero il dover retropedalare per deragliare la catena. Il Monviso, avendo il deragliatore posto sotto il forcellino, dove la catena "entra" sui pignoni, consentiva di cambiare rapporto continuando a pedalare.  Progettualmente risulta molto complicato, formato da molte parti che nel complesso danno una sensazione di fragilità, un'eventuale rottura di qualche piccola parte poteva danneggiare completamente il cambio.
Nella pratica il cambio è composto da due lunghe leve fissate al pendente destro del telaio, una serviva per salire di rapporto e l'altra per tornare indietro. Le leve di comando sono collegate ad una scocca di alluminio a cui è collegata anche un tendicatena a puleggia che mantiene la catena alla giusta tensione, a differenza molti altri cambi analoghi (come ad esempio il Vittoria o il Cervino, per citare i più noti) il tendicatena tende la catena dal basso, la catena passa tra la puleggia che rimane sopra e la leva del tendicatena che rimane sotto la catena.