Fortunatamente la bici in origine era composta sostanzialmente da un gruppo completo Campagnolo Nuovo Record, per cui di non difficile reperibilità... l'unico mio sfizio fu la volontà di reperire il più possibile di componenti nuovi di magazzino... ed in parte ho raggiunto l'obbiettivo.
La particolarità di questo telaio è costituita dai terminali delle forcelle aperti, non sò quale fu la vera funzione di questa peculiarità, ma una prima bozza di questa caratteristica era già presente sulle Bianchi del reparto corse del 1964 (ai tempi di Venturelli). Altro tratto distintivo di questo telaio sono le congiunzioni che sono ulterioremente limate ed alleggerite molto di più di quanto già si facesse negli anni 50, in questo caso gli interventi di alleggerimento hanno toccato anche i forcellini (anteriori e posteriori) i quali sono stati abilmente alleggeriti con tanti piccoli forellini lungo la battuta dei mozzi.
Grazie ad una lunga ricerca fotografica ho individuato tutti i componenti che venivano adoperati al tempo su questo tipo di bicicletta, molti erano assolute novità, come il già citato gruppo Nuovo Record o come la sella in plastica Cinelli Unicanitor, altre provengono direttamente dal passato come il manubrio e pipa Ambrosio Champion.
L'unica licenza che mi sono concesso è l'adozione di altre parti alleggerite dai fori, come le leve del cambio, le maglie della catena e la corona della guarnitura, modifiche che ho introdotto per esaltarne le doti di leggerezza.
L'unica licenza che mi sono concesso è l'adozione di altre parti alleggerite dai fori, come le leve del cambio, le maglie della catena e la corona della guarnitura, modifiche che ho introdotto per esaltarne le doti di leggerezza.
L'unico dubbio che rimaneva era assegnare questa bici ad un proprietario... analizzando decine di fotografie dei componenti della Salvarani del 1968 ho fatto dei paragoni servendomi di progammi di grafica per mettere in relazione, con le debite proporzioni, le bici raffigurate nelle cartoline dell'epoca con il mio telaio... dopo lunghe analisi credo che il ciclista che conduceva questa bicicletta fù Tommaso De Prà, discreto professionista il cui apice furono le vittorie in alcune tappe di vari giri, fra cui il Tour de France, il Tour de Suisse e la Vuelta de Espana, oltre a vari piazzamenti in altrettante manifetazioni internazionali e nazionali.
Alla ricerca di informazioni ha contribuito attivamente e con grande passione il caro amico Paolo Amadori, che ringrazio !
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