Visualizzazione post con etichetta freni interni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta freni interni. Mostra tutti i post

mercoledì 11 dicembre 2013

Gloria mod. A bis

Andrea ci manda le foto del suo ultimo acquisto, una bella e conservata Gloria modello A bis dei primi anni 50. Le foto la ritraggono appena portata a casa, quindi senza aver subito alcuna forma di restauro, a dimostrazione della bontà di conservazione questo esemplare dotato di freneria anteriore interna e posteriore semi interna. 







giovedì 21 novembre 2013

Taurus 25 1937

Da Andrea le foto della sua Taurus 25 del 1937 finemente restaurata.
Del modello 25 ne abbiamo già parlato in passato, sottolineando che si tratta del modello più prestigioso prodotto dal marchio milanese, dotata infatti di tutte le caratteristiche tipiche delle migliori Taurus, ma con l'aggiunta del particolare impianto frenante totalmente interno, compresi i cavallotti portapattini occultati all'interno dei foderi delle forcelle. 





mercoledì 26 giugno 2013

Lygie freni a tenaglia

Sì, lo so... è un pò un rottame... ma volevo comunque mostrarvi le foto inviatemi da Giorgio di questa particolarissima bicicletta Lygie, o di ciò che ne rimane di lei.
Una bici databile approssimativamente fra l'immediato dopoguerra  e i primi anni 50, ridotta in pessimo stato di conservazione e mancante delle ruote, ma sotto a quel suo aspetto decadente porta ancora i tratti di una bici di pregio!
Le congiunzioni sono finemente lavorate nel classico stile Lygie, con la particolare testa di forcella che in questo caso ricorda molto lo stile delle Bianchi da corsa.... ma il pezzo forte è la freneria, interna all'anteriore, dotata di particolarissimi freni a tenaglia, simili a quanto siamo comunemente abituati a vedere sulle Gloria Garibaldina o su certe Olympia. In pratica il sistema a bacchetta lavora sui cavallotti in maniera consueta, ma questi ultimi agisconso su porta pattini collegati ad un fulcro solidale agli steli della forcella, con questo sistema il pattino freno agisce sulla spalla dei cerchioni, come accade normalmente sulle bici sportive, è dunque probabile pensare che questa bici fosse dotata di cerchi in legno.
La connotazione sportiva di questa bici a bacchetta è riscontrabile anche dalla presenza del foro sul tubo obliquo per poter passare al suo interno la guaina di un cambio velocità, dunque la predisposizione per un cambio rende plausibile l'idea che il carter a pistola presente su questa bici sia originale. 





martedì 4 giugno 2013

De Dion Bouton 1895ca

Dalla fine dell'800 arriva in bottega questo elegante bicicletto. Restaurato circa vent'anni fà ha riposato in una cantina fino ad oggi, è bastata quindi una lucidatura alle nichelature e una pulita alla vernice per riportalo in buone condizioni. E' dotato di fregio De Dion Bouton, ma senza ulteriori conferme non voglio metterci la mano sul fuoco che lo sia veramente, le componenti infatti non sono marcate (ma la cosa può anche essere normale visto il periodo) e non avendo eseguito personalmente il restauro, non posso essere sicuro che il fregio sia originale o meno. Di sicuro si tratta di un ciclo molto elegante, curato nelle forme e raffinato nella meccanica, sintomo della bontà del produttore... facendo una ricerca su De Dion Bouton purtroppo non sono riuscito a trovare informazioni o foto di bicicletti di questo periodo, ma esaminando le foto di un triciclo a motore, chiamato Tricke, e prodotto dalla De Dion Bouton alla fine dell'800 ho potuto riscontrare alcune somiglianze. Il mistero rimane aperto, continuerò ad indagare, anche se bici così antiche non sono proprio il mio pane.
La bici come già detto è molto sofisticata considerato il periodo, il meccanismo del freno a tampone, completamente occultato dentro alla forcella è molto interessante e lascia la linea della bici elegante e pulita, mentre la leva del freno corre sinuosa lungo il manubrio dritto.
Le gomme sono stranamente piene, questo bicicletto è databile a cavallo tra la fine dell'800 e i primi 900, un periodo in cui la gomma pneumatica era pressochè diffusa, eppure i cerchi sono del tipo adatto a montare gomem piene...una scelta insolita... altro mistero da svelare.
La guarnitura è a passo humber e ha il classico disegno robusto e a cinque razze che caratterizzava molti bicicletti e Safety di quel periodo. 
Altra caratteristica interessante riguarda i pendenti del carro, sono nichelati e sono completamente amovibili, in pratica smontando la ruota posteriore e svitando il bullone della sella, i due pendenti si smontano in parti distinte.
Come già detto non ci sono marcature sul telaio, solo VC inciso sotto la testa della forcella e un numero di telaio posto sulla scatola del movimento centrale nell'ordine delle 23.000 unità.









martedì 28 maggio 2013

Taurus Preval

Dall'amico Carlo arrivano le foto del suo ennesimo, bellissimo, pezzo che si aggiunge alla sua collezione... una Taurus Preval! 







venerdì 5 aprile 2013

Taurus modello 19 1937

Roberto ci riporta la sua testimonianza riguardo al modello 19 della Taurus, inviandoci le foto di un suo esemplare, rimaneggiato nel tempo, ma comunque ben conservato nelle sue parti caratteristiche.
Il suo esemplare risale al 1937, e salvo alcune parti sostituite nel tempo è tutta originale, il bellissimo carter ha subito una modifica artigianale per farci stare un cambio Simplex a tre rapporti.




giovedì 4 aprile 2013

Taurus mod.19 1938

L'amico Carlo ci invia le foto del suo ultimo restauro, una Taurus modello 19 che dalla punzonatura sul perno del movimento centrale è risultata essere del 1938.
Le condizioni della bicicletta al momento del suo rinvenimento non consentivano un restauro conservativo, per cui si è scelto di procedere con un restauro integrale... ciononostante rimanevano tracce sufficenti di vernice originale per campionarla e riprodurla fedelmente, inoltre, caso particolarissimo, si vedeva chiaramente una filettatura insolita... molto larga e appariscente. Nel dubbio che fosse stata originale o una frutto di una modifica successiva, Carlo ha deciso di riprodurle fedelmente... a testimonianza del passato.
E il risultato magari non sarà come da catalogo, ma non è per nulla malvagio.
Il restauro è rifinito con un bel gruppo luce Radsonne dell'epoca. 







giovedì 31 gennaio 2013

Ganna Impero 1950 NOS!!!

Qualche mesi fà, come capita sovente, passai a trovare il mio amico collezionista Giovanni di Alessandria, mi accolse immediatamente mostrandomi la sua ultima arrivata: una Ganna Impero, ovvero la versione di gran lusso a freni interni.
Non appena la vidi, pensai subito ad un ottimo restauro, invece Giovanni mi contraddì immediatamente dicendomi che si trattava di un fondo di magazzino, una bicicletta nuova, mai usata!
Giovanni ha lavorato per tutta la vita nel campo del ciclismo, prima da corridore, poi da concessionario Maino negli anni 50 fino ad avere una propria attività nella produzione di biciclette, e durante tutta la sua carriera imprenditoriale ha avuto l'opportunità di venire a contatto con alcuni dei grandi nomi dell'industria velocipedistica italiana, da Cinelli a Rizzato tanto per citare i più noti, tra questi divenne amico della famiglia Ganna.
Ultimamente durante una conversazione telefonica con gli eredi del marchio varesino è spuntata fuori la passione di Giovanni per il collezionismo di bici d'epoca. Pochi giorni dopo, ecco che si presentano con una bicicletta scampata alla chiusura dello stabilimento, si trattava di una bici da esposizione che veniva impiegata al tempo durante le fiere e da allora è rimasta imballata in qualche magazzino.
La bici, manco a dirlo, è perfetta, bellissima... è emozionante poter vedere e toccare una bicicletta conservata a nuovo con tutte le finiture originali di oltre 50 anni fà, un vero salto nel passato, è come poter stare negli anni 50 dentro un negozio di biciclette!
Posso garantire che non c'è buon restauro che tenga di fronte ad una bicicletta verniciata e cromata con le tecniche e la maestria di un tempo.
Non sono certo della data di fabbricazione, l'ho stimata attorno alla fine degli anni 40 primi 50, ma non vorrei essermi fatto ingannare dalle condizioni eccezionali della bicicletta e che quindi fosse addirittura piu vecchia, purtroppo come è noto, la Ganna non punzonava l'anno di fabbricazione molto volentieri, e francamente smontarla per trovarne traccia mi pare un sacrilegio!