Andrea ci manda le foto del suo ultimo acquisto, una bella e conservata Gloria modello A bis dei primi anni 50. Le foto la ritraggono appena portata a casa, quindi senza aver subito alcuna forma di restauro, a dimostrazione della bontà di conservazione questo esemplare dotato di freneria anteriore interna e posteriore semi interna.
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mercoledì 11 dicembre 2013
mercoledì 26 giugno 2013
Lygie freni a tenaglia
Sì, lo so... è un pò un rottame... ma volevo comunque mostrarvi le foto inviatemi da Giorgio di questa particolarissima bicicletta Lygie, o di ciò che ne rimane di lei.
Una bici databile approssimativamente fra l'immediato dopoguerra e i primi anni 50, ridotta in pessimo stato di conservazione e mancante delle ruote, ma sotto a quel suo aspetto decadente porta ancora i tratti di una bici di pregio!
Le congiunzioni sono finemente lavorate nel classico stile Lygie, con la particolare testa di forcella che in questo caso ricorda molto lo stile delle Bianchi da corsa.... ma il pezzo forte è la freneria, interna all'anteriore, dotata di particolarissimi freni a tenaglia, simili a quanto siamo comunemente abituati a vedere sulle Gloria Garibaldina o su certe Olympia. In pratica il sistema a bacchetta lavora sui cavallotti in maniera consueta, ma questi ultimi agisconso su porta pattini collegati ad un fulcro solidale agli steli della forcella, con questo sistema il pattino freno agisce sulla spalla dei cerchioni, come accade normalmente sulle bici sportive, è dunque probabile pensare che questa bici fosse dotata di cerchi in legno.
La connotazione sportiva di questa bici a bacchetta è riscontrabile anche dalla presenza del foro sul tubo obliquo per poter passare al suo interno la guaina di un cambio velocità, dunque la predisposizione per un cambio rende plausibile l'idea che il carter a pistola presente su questa bici sia originale.
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martedì 26 marzo 2013
Gloria Garibaldina sport anni 50
Ancora Renato e i suoi stupendi conservati, preziosissimo come sempre nel condividere biciclette integre e preservate nel tempo, strumenti essenziali per ogni buon restauro.
Oggi ci mostra una Gloria Garibaldina sport degli anni 50, il cui telaio nacessita solo di una pulita e lucidatura per tornare splendido con la sua nichelatura satinata e le fiamme blu!
La bici è dotata di un bellissimo manubrio Cinelli con stemma smaltato Gloria sulla pipa.
Il cambio è un Simplex Campione del Mondo a 3 velocità.
martedì 12 febbraio 2013
Le maglie Maino e i Grigi dell'Alessandria
In pochi lo sanno, io l'ho scoperto pochi giorni fà.
I calciatori dell'Alessandria, sono da sempre chiamati i Grigi, ovviamente chiaro riferimento al colore della casacca, mi sono sempre chiesto se vi fosse mai un collegamento con gli altri famosi Grigi alessandrini, i ciclisti della Maino.
Ricercando informazioni sulle origini dei colori sociali dell'Alessandria mi sono imbattutto in diversi testi semi-ufficiali che raccontano la storia della nascita dell' U.S. Alessandria, ma riportano fatti vaghi e frammentari, alcune fonti sostengono che la fondazione della squadra di calcio alessandrina, fosse avvenuta nel 1912 per volere di una branca della Unione Ginnastica Forza e Coraggio le cui divise erano grigie, fatto stà che le prime amichevoli della neonata U.S Alessandria si svolsero nel 1912 con casacche azzurre e bianche, per poi passare quasi immediatamente alle divise grigie.
Stando alle fonti vicine al club calcistico che mi hanno dato lo spunto per fare questo articolo, pare che le magliette grigie vennero donate nel 1912 alla neonata società di calcio dall'industriale Giovanni Maino, che entusiasta di questa nuova realtà sportiva volle contribuire a suo modo offrendosi di fornire le divise alla squadra e da allora i colori ufficiali furono sempre il grigio... Maino!
Ho voluto verificare la cosa e mi sono imbattuto in un comunicato stampa dello scorso anno dove la U.S. Alessandria in occasione del centenario della sua fondazione esprimeva l'intezione di partecipare alla stagione 2012/13 con la divisa bianco-azzurra, a celebrazione della prima divisa ufficiale, più avanti viene riportato che il cambio di colori sociali fù dovuto ad una sostanziosa fornitura di divise ciclistiche grigie da parte dell'industriale Giovanni Maino.
Il connubio fra calcio e ciclismo nella nostra storia sportiva non è così inusuale, un altro esempio balzò alle cronache nel 1938, quando la Gloria assunse la denominazione Gloria-Ambrosiana.
Alfredo Focesi, patron della Gloria e grande tifoso dell'Inter pare che avesse affiliato la sua squadra alla polisportiva Ambrosiana di cui faceva parte anche l'Inter, che già dal 1928 a causa di pressioni politiche imposte dal regime dovette mutare il proprio nome da F.C. Internazionale Milano ad Ambrosiana-Inter. A dimostrazione di questo connubio nel 1938 la Gloria-Ambrosiana disputò le gare con la classica divisa, ma con la tasca frontale a righe nero-azzurre, proprio come la squadra di calcio di cui Focesi era tifoso.
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| L'Alessandria nel 1912 con la prima divisa bianco-celeste |
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| L'Alessandria negli anni 30 con la classica divisa grigia |
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lunedì 28 gennaio 2013
Gloria Garibaldina 1948
Dall'amico Lele il suo ultimo restauro (ancora da perfezionare in alcuni dettagli) una Gloria Garibaldina del 1948 con cambio Campagnolo Due Leve.
N.B. il telaio è stato verniciato e non nickelato come da catalogo a causa delle condizioni non ottimali della superfice dei tubi)
martedì 10 gennaio 2012
Brambilla 1939
Dall'amico Mario, una rarissima Brambilla del 1939, marchio storico del panorama milanese.Milano è universalmente riconosciuta come la culla dell'industria velocipedistica italiana, dagli anni 50 in avanti lo sarà a livello mondiale. Dagli anni 20 a Milano iniziano a nascere realtà industriali dalla produzione incredibilmente raffinata, Gloria, Taurus e Brambilla sono le più desiderate.
Grazie alla maestria dei propri telaisti e dei propri operai vedono la luce biciclette sensazionali, che saranno destinate a fare la storia del ciclismo, tra le linee produttive di queste industrie si formeranno i maggiori telaisti milanesi, i sarti delle biciclette, che si imposero per tutti gli anni 60 e 70. Brambilla fù una di quelle realtà che negli anni 20/30 posero le basi del prototipo della bicicletta milanese, una bicicletta curata in ogni particolare, un bici-scultura.
Questo esemplare di Mario non tradisce le aspettative, si tratta di un modello sportivo a freno contropedale Torpedo, ma presenta caratteristiche quasi da pista, a partire dalla raffinata testa della forcella, arrivano alle elaborate congiunzioni del telaio.




Questo esemplare di Mario non tradisce le aspettative, si tratta di un modello sportivo a freno contropedale Torpedo, ma presenta caratteristiche quasi da pista, a partire dalla raffinata testa della forcella, arrivano alle elaborate congiunzioni del telaio.




venerdì 2 dicembre 2011
Gloria Garibaldina 1946
Un grazie particolare và al precedente proprietario, che per oltre 60 anni ha conservato la sua preziosa bicicletta con cura maniacale.. a detta di Renato, fin troppa, visto che l'eccessiva pulizia cui dedicava il proprietario alla bici ne ha cancellato col tempo le tipiche fiamme blu che partivano dalle congiunzioni. D'altra parte questa meticolosità ne ha presenvato intatta la preziosa finitura nickelata greggia e tutta la componentistica originale e marcata! Ogni parte della bici è marcata, pedali, guarnitura, mozzi, pipa manubrio e sella, perfino tutta la bulloneria è originale e marcata con la G di Gloria... addirittura i morsetti cristina dei parafanghi riportano la G!
mercoledì 2 marzo 2011
Gloria Garibaldina 1937
Sempre l'amico Kenneth da Boston ci presenta la sua stupenda Gloria Garibaldina del 1937.Un magnifico conservato, perfetto in ogni dettaglio ed accessoriato di tutto punto !
Questo esemplare, proveniente dalla seconda metà degli anni 30, è già dotato del cambio Simplex Campione del Mondo, in un periodo in cui il macchinoso cambio Vittoria-Margherita era il più apprezzato, possiamo dire che questa Gloria, il cui forcellino è già predisposto per accogliere un cambio Simplex a puleggia, è senz'altro una bici all'avanguardia per i tempi !

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giovedì 16 dicembre 2010
Catalogo Gloria 1938

Il grande (di nome e di fatto!) Cristiano regala a tutti gli appassonati un'ennesimo catalogo Gloria di elevatissimo valore storico, sociale e ciclistico !
Tutto a colori! ricco di modelli Gloria, Ciclo Insuperabile e Airolg !
Le prime pagine rappresentano un'importante testimonianza storica... dalle parole della presentazione aziendale si denota tutto il legame che si instaurava fra le industrie meccaniche italiane ed il regime fascista. Durante il ventennio il regime teneva molto a far apparire innovative ed all'avanguardia le industrie italiane, una imponente propaganda che invadeva tutti i gradini della società.
Ringraziando nuovamente Cristiano, gustiamoci questo meraviglioso documento !
lunedì 6 dicembre 2010
Catalogo Gloria 1927
L'amico Massimo-Maxrubix, di San Maurizio Canavese, ci allieta queste fredde giornate presentandoci un catalogo Gloria del 1927.
Si tratta di un catalogo molto completo e soprattutto a colori, che svela nei minimi dettagli la produzione delle sottomarche: Ciclo Insuperabile e Ciclo M.A.C.F.A. !
Un regalo di natale in anticipo per tutti gli appassionati del marchio fondato da Alfredo Focesi !
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martedì 31 agosto 2010
Olympia mod. Extra
Il 200° post di questo sito è necessario omaggiarlo degnamente... mostrando una delle più belle bici italiane mai prodotte !
Per questa volta non parliamo di Bianchi Impero, Taurus mod.25 o Gloria Garibaldina... oggi voglio mostrarvi questa Olympia modello Extra dei primissimi anni 40.
Un bici talmente particolare e talmente ricca di dettagli inediti e di lusso che farò fatica a citarli tutti.
Innanzitutto premettiamo che la sbalorditiva conservazione ci fornisce un grande aiuto nel individuare tutti gli aspetti peculiari di questa bici.. una bici questa che non ha un solo componente che non sia lavorato, intarsiato, modificato fino a renderlo un pezzo del tutto inedito nel panorama ciclistico italiano.
Già il colore, amaranto, lascia intuire che questa bici fà parte dell'Olimpio (opss...Olympia) delle biciclette... si discosta infatti dal classico nero e si fregia di innumerevoli decal commemorative oltre a svariate parti cromate.
Il telaio è del tipo sportivo, con delle congiunzioni cromate "a fiamma" che si diramano dal tubo di sterzo lungo i due tubi principali del telaio, delle congiunzioni in stile misto fra il barocco e l'art nouveau, probabilmente le più belle decorazioni in rilievo mai viste su una bici italiana di questo periodo. Anche la testa della forcella presenta delle caratteristiche simili, infatti oltre ai due svasi laterali troviamo nella parte superiore il nome del marchio inciso all'intero di una cornice ovale.
Anche i cuscinetti dello sterzo sono decorati, al fine di renderli unici, quelli superiori riportano inciso sulla circonferenza il nome del marchio, Olympia, mentre i due cuscinetti inferiori hanno un finissimo svaso lungo la circonferenza al cui interno è stata ricavata una trama zigrinata utile per rimuoverli dal tubo di sterzo.
Il carter è del tipo con apertura posteriore sportiva (in stile Taurus), ed è finemente decorato: lungo tutta la costa si diramano varie linee in rilievo e cromate, sulla parte laterale vi trovano spazio due cornici anche'esse in rilievo e cromate al cui interno trova spazio il nome del marchio. Il disco del carter presenta la solita trama in rilievo stile neo-barocco tipica della produzione Olympia, in questo caso però l'attenzione al dettaglio e all'armonia del disegno tocca l'apice, anch'essa in rilievo e cromata. I pedali sono in lega leggera e sono montati su pedivelle alleggerite.
I cerchi sono in legno, ancora si scorge la lussuosa filettatura che li decorava nella stessa tinta del telaio. Il mozzo posteriore è del tipo con "giroruota", ovvero è dotato di pignone su entrambi i lati (su un lato c'è la ruota libera e dall'altro il pignone fisso), in questo caso non vi è nessuna vocazione sportiva, ma sono un vezzo fine alla comodità e al comfort, infatti il giroruota in questa bici di gran lusso serviva nei momenti di necessità, nel caso si fosse rotta la ruota libera il conducente poteva facilmente girare la ruota e tornare a casa con il pignone fisso... la riparazione poteva aspettare!
Per poter sfruttare in pieno le potenzialità del giroruota i forcellini posteriori sono del tipo sportivo, ma dotati di un'escursione più lunga atta a mantenere la tensione della catena.
Nella foto qua in basso si nota la magnifica lavorazione della leva del freno, lavorata ed intarsiata fino ad inglobare la manopola in bachelite amaranto. Il sistema frenante è un'altro capolavoro, si basa sul concetto della "tenaglia" resa celebre sulle Gloria: la trasmissione è a bacchette classiche, le quali agiscono su cavallotti snodati e infulcrati sugli steli della forcella e sui tubi obliqui del carro superiore, grazie a questi fulcri i cavallotti snodati consentono al pattino di agire sul bordo dei cerchi e non sulla superfice come nel classico sistema a bacchetta... una soluzione questa presa direttamente dalle corse e che garantisce una potenza e un'affidabilità superiore.
Sicuramente sono molte altre le peculiarità di questa bicicletta magnifica, lascio ai vostri occhi il piacevole compito di scoprirne di nuove.... un insieme di finezze per un vero capolavoro di eleganza e ricerca del dettaglio, tipica solo della produzione italiana !
Altre foto sono visibili QUI
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