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lunedì 10 maggio 2010

Medusa anni 20

Il fortunato Lorenzo, ben conscio di stringere fra le mani una rarissima Medusa (ovvero il brand Bianchi destinato al mercato estero) è già preoccupato del fatto che dovrà affrontare un restauro impegnativo.
Io, invece, credo che lo stato generale di questa Medusa primi anni 20 sia più che buono... Tutto mi pare originale, solo gli accessori di "consumo" sono stati sostituiti: sella, manopole e pedali.
Il problema maggiore sarà reperire i parafanghi a schiena d'asino, è probabile che questa bici fosse predisposta per montare un carter chiuso in due pezzi, ma francamente nascondere quella magnifica guarnitura dentro ad un carter è un colpo al cuore.

La freneria, tipica del periodo, è con guide applicate a fascetta ed il manubrio del tipo "roller", molto compatto. L'elevata inclinazione tubo verticale e della forcella conferma l'ipotesi della sua datazione primi 900.




mercoledì 7 aprile 2010

Medusa 1915

Vado spessissimo al Museo di Novi, ma il tempo è sempre tiranno e non riesco mai a fare delle foto decenti da pubblicare e mostrarvi... Oggi ho accompagnato l'amico Gabriel e mi sono ritagliato due minuti per fotografare questa bicicletta che ogni volta attira i miei sguardi.. Una Medusa anni 10 in condizioni perfette!
In un contesto storico in cui i marchi esteri furono i veri pionieri dell'industria ciclistica mondiale, in Italia la Bianchi e pochi altri cominciarono a seguire una filosofia imprenditoriale autonoma e di larghe vedute, la Bianchi ebbe anche il merito di essere fra le prime ad esportare i propri prodotti, addirittura dedicando un marchio che potesse incontrare i gusti dei mercati esteri.
Fù così che misero in piedi il marchio Medusa, biciclette realizzate appunto dalla Bianchi per il mercato estero (ma non solo, le Medusa venivano comunque vendute anche in Italia)
Sono bici assai rare, coprivano un mercato di nicchia e furono prodotte solo fino agli anni 30 e non oltre. Poter ammirare esemplari così antichi e così ben conservati è davvero un privilegio.
Analizzando la bicicletta si riconosce l'impronta italiana, ma con accortezze che la rendevano piacevoli e adatte anche al mercato estero, sopratutto quello francese e inglese. Il telaio lungo ed imponente ricorda molto la geometria delle bici inglesi, mentre l'eleganza rispecchia quello delle francesi.