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venerdì 8 novembre 2013

Bianchi M 1914, restauro ultimato

Tempo fa pubblicai le foto del ritrovamento di questa magnifica Bianchi M del 1914. Oggi Claudio ci invia le foto del restauro conservativo ultimato, un restauro lungo e meticoloso, che ha preservato il più possibile di ciò che era giunto fino a noi, compresi componenti delicati come i tubolari, le guaine e la bellissima sella Brooks originale.
Una bicicletta che ha certamente corso, molto speciale nel suo allestimento con corona e ruota libera a passo humber, nel tempo aggiornata, asportanto il freno a tampone originale per montare dei piu moderni Bowden a fascetta, una menomazione che però non incide sul valore storico di questa bicicletta. 
















lunedì 26 agosto 2013

Peugeot Luxe 1903-4

Non sono particolarmente amante delle bici estere, troppo spesso dallo stile elaborato e sovraccarico di inutili orpelli... ma le Peugeot, assieme ad una manciata di altre marche francesi, mi sono sempre piaciute, perchè uniscono la sobrietà della linea tipicamente italiana con solo piccoli accenni di stile, ma che fà tanto esotico ed inusuale senza scadere nel barocco.
Di questa Peugeot del primo 900 me ne sono innamorato quasi subito, devo ammetterlo, stregato in particolar modo dalla maestosa guarnitura dal grande diametro e soprattutto priva di chiavelle, ma fissata al movimento centrale tramite un furbo sistema che prevede l'asse del movimento solidale alla pedivella destra e sui cui va fissata la pedivella sinistra una volta montato il movimento.
Il freno a tampone corre all'interno del tubo di serzo e il pattino esce da sotto la testa della forcella, rendendo la linea pulita ed elegante, per lo stesso criterio è stato eliminato il bullone stringisella sostituito da un collarino che stringe il canotto sella.
Ovvimente il pignone posteriore è di tipo fisso ed è a passo Humber così come la catena e la corona.
La bicicletta è già stata restaurata conservativamente anni fà (al tempo hanno anche sostituito la leva di comando del freno, probabilmente rotta o mancante, con una replica che francamente stona un pochino...) ad essere sincero fino ad ora me la sono goduta  senza toccare nulla... appena potrò, tempo permettendo, la bici verrà smontata, pulita e registrata a dovere. 
 Inoltre devo ammetterlo, ho davvero poca confidenza con le bici straniere, per cui sono certo che  smontandone i componenti interni scoprirò molte tecnologie e sistemi interessanti.. che senz'altro documenterò per arrichire questo post.



















martedì 4 giugno 2013

De Dion Bouton 1895ca

Dalla fine dell'800 arriva in bottega questo elegante bicicletto. Restaurato circa vent'anni fà ha riposato in una cantina fino ad oggi, è bastata quindi una lucidatura alle nichelature e una pulita alla vernice per riportalo in buone condizioni. E' dotato di fregio De Dion Bouton, ma senza ulteriori conferme non voglio metterci la mano sul fuoco che lo sia veramente, le componenti infatti non sono marcate (ma la cosa può anche essere normale visto il periodo) e non avendo eseguito personalmente il restauro, non posso essere sicuro che il fregio sia originale o meno. Di sicuro si tratta di un ciclo molto elegante, curato nelle forme e raffinato nella meccanica, sintomo della bontà del produttore... facendo una ricerca su De Dion Bouton purtroppo non sono riuscito a trovare informazioni o foto di bicicletti di questo periodo, ma esaminando le foto di un triciclo a motore, chiamato Tricke, e prodotto dalla De Dion Bouton alla fine dell'800 ho potuto riscontrare alcune somiglianze. Il mistero rimane aperto, continuerò ad indagare, anche se bici così antiche non sono proprio il mio pane.
La bici come già detto è molto sofisticata considerato il periodo, il meccanismo del freno a tampone, completamente occultato dentro alla forcella è molto interessante e lascia la linea della bici elegante e pulita, mentre la leva del freno corre sinuosa lungo il manubrio dritto.
Le gomme sono stranamente piene, questo bicicletto è databile a cavallo tra la fine dell'800 e i primi 900, un periodo in cui la gomma pneumatica era pressochè diffusa, eppure i cerchi sono del tipo adatto a montare gomem piene...una scelta insolita... altro mistero da svelare.
La guarnitura è a passo humber e ha il classico disegno robusto e a cinque razze che caratterizzava molti bicicletti e Safety di quel periodo. 
Altra caratteristica interessante riguarda i pendenti del carro, sono nichelati e sono completamente amovibili, in pratica smontando la ruota posteriore e svitando il bullone della sella, i due pendenti si smontano in parti distinte.
Come già detto non ci sono marcature sul telaio, solo VC inciso sotto la testa della forcella e un numero di telaio posto sulla scatola del movimento centrale nell'ordine delle 23.000 unità.









martedì 22 gennaio 2013

Bianchi M 1914

Grazie a Claudio riceviamo queste immagini di una spettacolare Bianchi M del 1914, incredibilmente conservata!
La bici appartenenva ad un corridore genovese, tal D. Pontonato, il cui nome è riportato scritto a pennello sul tubo orizzontale, di cui però non vi è traccia sugli almanacchi, verosimilmente si trattava di un facoltoso appassionato o di un isolato. La bici nonostante sia completa e ottimamente conservata è stata aggiornata nel tempo, lo si nota dal gruppo freni che è stato aggiunto in seguito, difatti sulla Bianchi M nel 1914 era previso il freno anteriore a tampone, ne è rimasta una timida traccia sul manubrio, guardando bene si può notare che è ancora presente il supporto saldato da cui è stato rimosso il fulcro che consentiva alla manopola del freno a tampone di agire come leva, al posto di tutto questo in seguito (verosimilmente nei primi anni 20) è stato montato un gruppo frenante completo Bowden con ganascie e leve a fascetta.
Per il resto la bici si presenta come un catalogo vivente, completa in ogni parte, da notare la guarnitura e le due ruote libere con passo Humber, il manubrio marcato Bianchi sulla pipa, il forcellino speciale brevettato autoregistrante per il facile smontaggio della ruota, i pedali a centro intero con oliatore a lancetta e i bellissimi parafanghi a schiena d'asino con attacchi al telaio a fascetta, corredati dai piccoli galletti per il facile smontaggio. Anche la sella Brooks e i cerchi in legno si sono salvati dal tempo e sono rimasti fedeli al catalogo dell'epoca!
E' evidente che il proprietario amava molto questa bicicletta, dal modo in cui l'ha conservata e modificata nel tempo senza alterarne l'aspetto originario, anche quando negli anni 30 la Guerra impose la colorazione bianca del parafango ebbe l'accortezza di lasciare a vista la decalcomania.
Un vero spettacolo per gli occhi di tutti gli appassionati, con un ringraziamento per chi con l'amore per le biciclette ha saputo tramandare fino a nostri giorni una testimonianza concreta come questa Bianchi.