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martedì 27 agosto 2013

Zenit corsa 1951

Thomas ci invia le foto della sua Zenit primissimi anni 50. Zenit faceva parte del gruppo Umberto Dei, non so se negli anni 50 ne facesse ancora parte o fosse divenuto un marchio indipendente.
La bici si presenta conservata in maniera discreta, per ora è stata solo pulita, ma in futuro necessiterà di un intervento di restauro conservativo più efficace. La vernice è di un grigio medio metallizzato.
La forcella è dotata di triangolini di rinforzo all'interno dei foderi, mentre i forcellini neutri (praticamente sportivi) indicano che probabilmente non nasceva per montare un cambio specifico, ma sicuramente uno di tipo a filo a scelta del cliente.
Attualmente la bici è dotata di gruppo cambio Campagnolo Gran Sport prima serie, mozzi Gran Sport a flange alte, guarnitura in acciaio con corone Simplex, sella Brooks, manubrio Ambrosio Champion in alluminio e freni Universal Brev.453949 con leve del tipo seconda serie (1952-53).  





mercoledì 22 febbraio 2012

Zenit Tipo 1 1942

Andrea ci mostra questa Zenit del 1942, di produzione Umberto Dei, la particolarità di questo esemplare risiede nel fatto che si tratta di una bicicletta ministeriale. Ne avevamo parlato tempo fà esaminando diversi esemplari tra cui una Bianchi da donna, una Bianchi sportiva e una Bianchi da uomo, riprendiamo brevemente il discorso ricordando che queste bici "spartane ed autarchiche" furono fortemente volute dal ministero dell'economia Fascista agli albori della Seconda Guerra Mondiale per poter consentire anche al ceto piu bisognoso di acquistare una bicicletta, le caratteristiche erano comuni in tutti i modelli e condivisi da tutti i marchi, si utilizzavano componenti di fabbricazione unicamente italiana, possibilmente economici, la vernice era rigorosamente grigia, decisamente più a buon mercato, e le preziose cromature venivano sostituite dal piu economico cadmio... unica regola era il prezzo imposto dal decreto regio del 1939 che imponeva una fascia di prezzo fisso che non superasse le 900lire, inoltre il prezzo doveva essere esposto ben visibile sulle biciclette di questa categoria.

Questo esemplare ne è un'altro, conservatissimo, esempio... la colorazione è la tipica grigia (forse perchè il grigio veniva utilizzato regolarmente nella produzione bellica e in quei tempi la spasmodica richiesta di tale colore ne limitava drasticamente il prezzo), le cromature sono esigue e lasciano spazio alle cadmiature, spesso alcune parti venivano addirittura verniciate per eseguire un passaggio in meno di trattamento galvanico, in questo caso la testa della forcella e gran parte del sistema a bacchetta sono stati solamente verniciati. La configurazione della bici è in perfetta linea con le direttive del regime, ovvero parafango bianco, gemma in vetro rosso e fanale oscurato. Il prezzo è esposto in una decal che riporta il nome del modello -Tipo N°1-, il prezzo -Lire 750- e la casa madre, ovvero la Umberto Dei di Milano.

Unico accenno di lusso è la particolare sella ammortizzata !