giovedì 20 maggio 2010

Benotto anni 30

Virgilio, mi dà lo spunto per buttar giù due righe riguardo la storia di uno dei più celebri marchi italiani, la Benotto.
Lo facciamo partendo dall'ammirare questo sorprendete conservato degli anni 30. Una bicicletta da donna in perfette condizioni, tanto perfetta e fiammante che vien voglia di saltarle in sella e farsi una bella passeggiata sotto il sole primaverile !
La Benotto è stata una fabbrica che per vedute commerciali ed imprenditoriali è stata pioniera dell'industria italiana. La Benotto venne fondata nel 1931 a Torino dal giovane Giacinto Benotto.
Nonostante la giovane età (non aveva nemmeno 30 anni) il giovane imprenditore ben presto ottiene risultati commerciali incredibili, la produzione in poco tempo raggiunge le 500 biciclette al giorno, una quantità disumana per i difficili anni '30. Dopo anni di record produttivi, Giacinto Benotto, decide assieme alla famiglia di raggiungere gli stessi risultati anche fuori dall'Italia, decide di scoprire nuovi orizzonti in America. Così il 21 agosto 1952 si stabilisce in Messico, a Guadalajara.
Non si sbagliava, l'intuito sopraffino per gli affari di Benotto si rivelò incredibile anche in questa scelta, azzardata per i tempi. La Benotto, presto, iniziò a farsi strada nel mercato messicano imponendosi in tempi brevissimi come leader.
Nel 1953 la produzione viene spostata a Città del Messico, dove Benotto fà il salto definivo, posizionando la sua ditta al vertice della produzione ciclistica mondiale.
Nonostante la lontananza dalla patria, la Benotto riesce ad essere presente anche sul terreno della gloriose corse ciclistiche professionali, vanta, infatti presenze nel mondo delle competizioni dal 1944 fino al 1991, con risultati assai prestigiosi: vinse 11 volte il Campionato del Mondo, oltre a farsi rappresentare da generazioni di dilettanti e professionisti dai nomi illustri, tra cui: Vito Ortelli, Cino Cinelli, Antonio Bevilaqua, Aldo Ronconi, Francesco Moser, Eddy Merckx, Ole Ritter Greg LeMond, e Gregor Braun.
Torniamo alla Benotto di Virgilio e ammiriamone i raffinati particolari!


5 commenti:

Anonimo ha detto...

Un' interessante esempio di delocalizzazione produttiva ante-litteram; Chissa' quanta gente ci rimise il posto di lavoro!
Ad ogni modo la biga e' in uno stato di conservazione degno di nota! complimenti!

Antonio81

Claudio ha detto...

Ciao Paolo, come mai essendo la bici anni '30 non possiede i forcellini posteriori (almeno quello basso) a diapason ?
Questa bici mi ricorda per moltissimi elementi quella di mia nonna, magari il portafanale é lo stesso !?!?

Ciao

Claudio

Stefano 89 ha detto...

Anche la Legnano negli anni '30 usava già i forcellini dritti...

Splendida bici la Benotto!! :-)

Iacopo ha detto...

Salve a tutti,
complimenti per la bici,anche questa mi ricorda molto quella mia.
Prima cosa posso chiedere dove si trovano tracce di stampigliatura per sapere l'anno di fabbricazione?

chiara dilorenzo ha detto...

Buongiorno volevo chiedere a Virgilio se le leve freni riportano la scritta Benotto in rilievo grazie ho una benotto donna con tubi diagonali paralleli senza ricciolo. In quali anni è stata prodotta? Grazie