mercoledì 9 marzo 2011

Bianchi Bersaglieri 1939-45

Ancora l'amico Giorgio, che dopo averci fornito un prezioso catalogo ci mostra la sua Bianchi del reparto bersaglieri ciclisti, databile verso la Seconda Guerra Mondiale.
Spesso pensiamo che il velocipedismo nel comparto militare italiano sia solo da limitare durante la Grande Guerra del 15-18, questo esemplare di Bianchi è la testimonianza che lo sviluppo di queste macchine è progredito nei decenni successivi al primo conflitto.
La sostanza progettuale è sostanzialmente la medesima, la bici è realizzata in maniera che risulti pratica al trasporto e robusta nell'utilizzo... infatti rimane una bici di piccole dimensioni, compatta e massiccia, pighevole in più punti per agevolarne il trasporto in spalla, sia nella fanteria come nel corpo dei paracadutisti. Tutte le parti soggette ad una manutenzione o smontaggio sono dotate di grosse manopole e galletti per consentire il lavoro con le mani nude senza l'uso di attrezzi specifici. Le piccole gomme sono sempre in gomma piena (con riportato Reparto Bersaglieri Ciclisti), per evitare forature e inconvenienti, ovviamente il tutto và a scapito del confort, ma le vibrazioni provocate dall'urto della gomma piena è attenuato dal gruppo delle sospensioni, che risulta il medesimo progetto della prima serie prodotta per la Grande Guerra, ovvero con una sospensione singola sul carro posteriore e una doppia sugli steli della forcella anteriore.
La frenata è affidata ad un contropedale Torpedo, discreto in termini di affidabilità, ma al contempo molto più comodo in termini di manutenzione e trasporto, infatti le bacchette e i cavi metallici sono sempre a rischio di rotture accidentali e soprattutto possono risultare pericolosi in determinate situazioni, ad esempio la guaina del filo metallico può impigliarsi nei rami o negli spazi stretti esponendo a rischi il militare.
Il manubrio, in precedenza con un classico profilo R, è stato sostituito con un manubrio compatto, quasi una sorta di "condorino", decisamente piu stretto per facilitare il trasporto in spalla ed evitare che le manopole urtino i dorso del militare.
Un'importante novità è caratterizzata dal gruppo luce, completamente integrato alla bicicletta, per evitarne la rottura e lo smarrimento... il fanale è integrato direttamente al canotto del manubrio, la manutenzione della lampadina è consentita grazie ad una ghiera zigrinata che chiude ermeticamente il vetrino, mentre la dinamo è solidate allo stelo della forcella anteriore.
La gemma posteriore fà la sua comparsa per la prima volta e trova la sua collocazione naturale saldata sulla scossa dell'ammortizzatore posteriore.
I pedali, che nel 15-18 erano a sega realizzati in ferro, ora sono in gomma piena in un solo pezzo con stampato il marchio Bianchi, sono privi di fori o buchi che possono riempirsi di fango e sporcizia.
La verniciatura rimane sempre di colore verde e ricopre la quasì totalità della bici, solo alcune parti fra cui i mozzi, il canotto reggisella e il contropedale, risultano con un patina scura, forse una forte cadmiatura.
Sicuramente questa bicicletta è un interessantissimo reperto da analizzare più a fondo, per questo è possibile consultare altre foto nel link qua sotto.
BIANCHI BERSAGLIERE 1939-45
Giorgio è alla ricerca di ulteriori informazioni riguardanti la storia e la funzione di questa bicicletta, se qualcuno ne sa di più è pregato di lasciare un preziosissimo commento, utile non solo al proprietario, ma a tutti gli appassionati di bici d'epoca !
Con l'occasione, Giorgio, ci regala un'altra serie di importanti documenti, in particolare di tratta di schede tecniche e propagandistiche che riguardano il comparto velocipedistico Bianchi durante il conflitto del 1915/18 !
SCHEDE BIANCHI BERSAGLIERE 1915-18

3 commenti:

Anonimo ha detto...

con mezzi del genere non si capisce come abbiamo potuto perdere la guerra
mad max

Anonimo ha detto...

meravigliosa però
sempre mad max

Anonimo ha detto...

Anche io ne possiedo una .è meravigliosa. Ciao Andrea