lunedì 22 febbraio 2010

Olympia anni 60

Questa storia ce la racconta Antonio, è una storia di biciclette, ma anche di vita vissuta... uno spaccato di realtà sociale dei tempi passati.
Lasciamo la parola ad Antonio, il solo che può raccontare al meglio la storia della sua Olympia:

"Questa è la bicicletta di mio papà. La comprò nuova nei primi anni 60 a San severo in provincia di Foggia, in un concessionario Olmo dell'epoca. Mi ricordo come fosse ieri l'attesa snervante per quella bici che arrivò solo dopo 6 mesi dall'ordine, perchè veniva costruita a Pianosa (era l'isola dei carcerati ergastolani) dagli stessi detenuti. 
E infatti si nota una lavorazione artigianale. come ti ho anticipato sono un saldatore specializzato e ho verificato personalmente dove ci sono ancora le "bave" non limate di ferro e dove è passata la lima a mano. 
Mi diceva spesso mio Papà che gli costò tre volte e mezza di più di una normale Bianchi dell'epoca, questo perchè lui la voleva speciale ed accessoriata, un pò come facciamo al giorno d'oggi quando acquistiamo un'auto e la vogliamo quasi su misura a furia di optional e accessori. 
Questo fu motivo di un'accesa discussione in casa, sopratutto con mia mamma, che gli rimproverava la spesa esagerata. La comprò a cambiali e con l'aggiunta degli interessi, portò via il 20% dello stipendio di un anno di lavoro alla famiglia.
Gente con la testa dura questi montanari !
Ricordo, ed ero un bambinetto di 4 anni appena, che mio papà mi portava sulla canna della sua bicicletta, orgoglioso di farsela ammirare dai suoi amici, mi portava spesso alla chiesa dove dava messa Padre Pio... bei ricordi e quante caramelle ci guadagnavo! Perchè il Frate usava il metodo migliore per chi come me, piccolo ed irrequieto, non stava fermo e zitto ad ascoltar messa."
Ora, possiamo soffermarci all'infinito ad ammirare questa Olympia vestita d'argento, ma credo che la cosa più importante di questo articolo sia comprendere come fosse determinante per una famiglia sopportare la spesa per una bicicletta, soprattutto quando questa era di lusso...
Molte volte ci passano per le mani biciclette, più o meno belle, subito pensiamo a quanta strada ha percorso, quali luoghi ha solcato, qnato sudore ha cacciato il proprietario su per centinaia di salite, ma poche volte pensiamo a quanti sacrifici si sono fatti per comprare quei quattro tubi sulle ruote! Quante cambiali, quante litigate, quante notti in bianco hanno fatto i nostri nonni nel pensare di dover cambiare la bicicletta... questa è la storia, una storia che ha toccato tutti noi, nessuno escluso...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

ma quanti catalinfrangenti/faretti ha questa bici? io ne conto 5, su altre bici sarebbe un'esagerzione evidente ma su questa.. ci può stare.. anche se 2 faretti bastano e avanzano! e sarebbe più "delicata"

P. De Sade ha detto...

;-))))

e' vero !

Ma Antonio, vende ricambi ! ne mette tanti perchè li ha gratis ! ;-)