lunedì 23 marzo 2009

Il Campionissimo - Atto 2°

Un giorno, durante una corsa di fine anni 20, si impresse nella storia del ciclismo un immagine ad opera di un piccolo uomo nato a Novi Ligure, il mio paese.
Quel giorno bagnato fradicio e stretto nella morsa del freddo, Girardengo, si ferma ai piedi di una salita, si accingeva a girare la ruota per cambiare rapporto alla sua Maino. Scese velocemente dalla bici per sbloccare i galletti, ma il freddo gli aveva gelato talmente le mani, che quella banale operazioni divenne un impresa titanica... si accasciò esausto al fianco della bici alessandrina e disegnò una croce sulla sabbia in segno di resa.
Anni dopo girare la ruota per passare da un pignone all'altro divenne pratica desueta, fece la sua comparsa il cambio Vittoria-Margherita. L'amico Germano mi presenta il suo orgoglio : una Maino mod. Supercampionissimo degli anni 30. L'appellativo "Super" segna l'evoluzione dal modello precedente.
Rispetto al modello Campionissimo che ha segnato gli anni 20, la sostanza non cambia molto, quando si tratta di Maino ci troviamo sempre di fronte a macchine pregiate, il telaio è il medesimo del modello di classe inferiore, con tanto di oliatore automatico per la catena, ma la Super porta in dote migliorie tecniche che sanciscono l'evoluzione con il modello precendente: cerchi in legno Vianzone per tubolare, magnifica corona G.M.A. in alluminio, alcune parti in alluminio e manubrio ricoperto in cellulosa. 
Grazie ad un restauro magistrale, possiamo notare perfettamente tutta la bellezza di ogni singolo dettaglio fuoriuscito dalla fabbrica alessandrina perfetta in abbinamento al cambio Vittoria Margherita appena presentato dai fratelli Nieddu di Torino, il cui funzionamento è molto semplice: sbloccando la leva tendicatena dalla cremagliera dentata montata sul telaio, la catena (in questo caso una Conventry) si allentava... spostando la manopolina posta in cima alla leva si agiva sulle alette deragliatrici, contemporaneamente si doveva retropedalare per poter deragliare la catena sul rapporto desiderato. Un procedimento complesso, ma che ha segnato un epoca  semplificando la vita dei pionieri di questo sport.

3 commenti:

mayno ha detto...

Straordinaria!! :-)

Paolo De Sade ha detto...

"...L'evoluzione dal modello precedente..."

Riferimento puramente casuale ! ^_^

pedale antico ha detto...

il vittoria è il cambio per antonomasia non perché è il primo ma l'eleganza di quella leva la cremagliera insomma storia e tecnologia....
sto giusto montando una MAINO del 30 con il suo cambio vittoria ho già tutte le parti grazie anche al sig Cassano che tra l'altro è l'unico che ha i vittoria ancora vergini
molti sono ancora da cromare ....